USA, Facebook rileva campagna di interferenza nelle elezioni di midterm, non è escluso il coinvolgimento russo

Pubblicato il 1 agosto 2018 alle 10:21 in Russia USA e Canada

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Facebook ha informato, martedì 31 luglio, di aver identificato una nuova campagna di influenza politica coordinata per sviare i suoi utenti e seminare il dissenso tra gli elettori, in vista delle elezioni del Congresso degli Stati Uniti che si terranno a novembre. La società non ha escluso il coinvolgimento russo e ha prontamente rimosso 17 profili, 8 pagine e 7 account Instagram, creati tra marzo 2017 e maggio 2018 e impegnati in attività legate all’amplificazione di questioni sociali al centro del dibattito pubblico americano.

Sebbene l’interferenza di Mosca non sia stata definitivamente accertata, alcuni funzionari della società hanno riferito che gli strumenti e le tecniche impiegati dagli amministratori degli account erano simili a quelli utilizzati dall’Internet Research Agency (I.R.A.), il gruppo legato al Cremlino accusato di essere al centro dell’ingerenza russa nelle elezioni presidenziali americane del 2016. “A questo punto dell’indagine non abbiamo abbastanza prove tecniche per affermare definitivamente chi ci sia dietro”, ha spiegato il responsabile della sicurezza informatica di Facebook, Nathaniel Gleicher, che tuttavia ha aggiunto che gli account individuati sono connessi con quelli dell’I.R.A. e hanno svolto attività simili. Anche nel Congresso non sono mancate le voci di quanti ipotizzano un coinvolgimento russo. “Posso dire che reputo molto probabile che questo sia collegato ai Russi”, ha dichiarato il senatore democratico, Mark Warner, membro dell’Intelligence Committee del Senato, riportato da Reuters. Alla stessa agenzia, due funzionari dei servizi segreti americani hanno confermato che, sebbene non sussistano al momento prove sufficienti per accertare il coinvolgimento di Mosca, “le somiglianze, gli obiettivi e la metodologia relativi alla campagna russa del 2016 sono piuttosto sorprendenti”.

La società ha trasmesso le sue conclusioni ai deputati americani, in briefing privati, e pubblicamente in un post su Facebook, e ha dichiarato di collaborare con l’FBI e le altre agenzie di intelligence statunitensi in merito alla nuova interferenza sulle elezioni di midterm che è già iniziata. Secondo il New York Times, Facebook è stata particolarmente cauta e attenta nello spiegare che cosa la società sapeva e che cosa non sapeva riguardo a tali sforzi, segnando un cambiamento rispetto allo scorso anno, quando è stata criticata per non aver rilevato l’interferenza russa nelle presidenziali del 2016. Da allora, peraltro, Facebook è stata coinvolta in numerosi scandali e raggiunta da diverse accuse, tra cui quella di uso improprio dei dati, disinformazione e pregiudizi politici. Anche per tale ragione, dal 2016, la società ha ampliato il proprio team di sicurezza, assumendo esperti di antiterrorismo e lavoratori con autorizzazioni di sicurezza governative.

Dalla Casa Bianca, il portavoce Hogan Gidley ha affermato che il presidente degli Stati Uniti, Doanld Trump, ha “chiarito che la sua amministrazione non tollera interferenze straniere nel nostro processo elettorale da qualsiasi Stato-Nazione o altri attori malvagi”. Peraltro, il 31 luglio, su Twitter, Trump ha sottolineato che la “collusione non è un crimine” ma che, in ogni caso, non c’è stata alcuna collusione tra sua campagna e i Russi nel 2016.

Dal Congresso, invece, tanto i Repubblicani, quanto i Democratici hanno affermato che tale rivelazione dimostra ancora una volta che le società dei social media sono incapaci di tenere il passo con gli sforzi di quanti abusano delle loro piattaforme. Il senatore repubblicano, Richard M. Burr, presidente dell’Intelligence Committe, ha informato che la rivelazione di Facebook sarà al centro di un’udienza già programmata per mercoledì 1 agosto che affronterà la questione della pervasività dell’influenza straniera sui social media. Il senatore democratico, Mark Warner, invece, ha elogiato Facebook per la scoperta e la rivelazione, ma ha chiesto la sua collaborazione per prevenire tali interferenze a livello normativo. La società, da parte sua, ha informato che sta facendo progressi per individuare campagne di ingerenza e attività sospette più rapidamente. Tuttavia, ha spiegato la società, la ricerca è stata più complicata rispetto al 2016. Mentre, in quell’anno, le attività sospette erano più direttamente riconducibili ai Russi, stavolta, gli account coinvolti hanno adoperato tecniche avanzate di sicurezza per evitare di essere rilevati.

“Applaudiamo gli sforzi dei nostri partner del settore privato per combattere una serie di minacce che si verificano nel cyberspazio, compresa l’inteferenza maligna”, ha affermato il portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale, Garrett Marquis. Già all’inizio di luglio, il direttore dell’intelligence nazionale, Dan Coats, aveva messo in guardia sul fatto che l’ingerenza russa rimane una seria minaccia alle elezioni di midterm.

Le agenzie di intelligence americana hanno concluso che nel 2016 la Russia ha interferito nelle elezioni presidenziali americane, pubblicando e acquistando annunci su Facebook. A febbraio, il Dipartimento di Giustizia americano ha incriminato 13 cittadini russi e l’I.R.A., con sede a San Pietroburgo, con l’accusa di aver preso parte all’interferenza. Mosca, da parte sua, ha sempre negato ogni coinvolgimento. In seguito al suo vertice con il presidente russo, Vladimir Putin, svoltosi a Helsinki, il 16 luglio, Trump, in un primo momento aveva affermato di ritenere improbabile una nuova interferenza russa nel processo elettorale statunitense. In seguito, tuttavia, ha fatto marcia indietro, dichiarandosi “molto preoccupato” di una nuova ingerenza da parte di Mosca. A tal proposito, il 27 luglio, si è svolto un incontro fra il presidente americano e i consiglieri per la sicurezza nazionale sul tema della sicurezza elettorale.

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Roberta Costanzo

di Redazione

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