Secondo la Polonia è possibile che ci sia una Brexit senza accordo

Pubblicato il 1 agosto 2018 alle 7:14 in Polonia UK

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La Polonia ha dichiarato, martedì 31 luglio, che non è da escludersi la possibilità che il Regno Unito esca dall’Unione Europea senza che prima venga definito un accordo che regoli le relazioni per il periodo successivo alla Brexit. Questa eventualità genererebbe una situazione di enorme incertezza perché ci sarebbe poca chiarezza, per gli individui e le imprese, su cosa prenderà il posto di decenni di collaborazione in ogni campo. Per questo motivo, Varsavia si è dichiarata pronta a salvaguardare gli interessi dei suoi cittadini, un milione dei quali ora vive nel Regno Unito.

Il Governo di Varsavia ha spiegato che il Consiglio europeo che si terrà a Bruxelles ad ottobre sarà un momento chiave, ma ha anche ricordato che “se non ci sono accordi vincolanti, aumenterà significativamente il rischio di un fiasco durante le negoziazioni”.

I temi più spinosi, che contribuiscono a bloccare le trattative tra il Regno Unito e l’Unione Europea, sono le problematiche legate al confine con l’Irlanda del Nord e le caratteristiche che potrebbe assumere un potenziale trattato commerciale. Riguardo le future relazioni economiche, il 6 luglio, il primo ministro britannico, Theresa May, ha raggiunto un’intesa con i suoi ministri.. Ciò è avvenuto presso la Chequers Court, luogo da cui il documento ha preso il nome. La decisione è stata quella di optare per una Brexit più “soft”, che vada verso ad un accordo che garantisca buone relazioni con i Paesi dell’Unione.

L’accordo ha creato dei dissensi interni, come quello di Boris Johnson, che il 9 luglio si è dimesso dalla sua carica di Segretario di Stato per gli Affari Esteri perché non condivideva la linea adottata dalla May e formalizzata negli accordi di Chequers, come ha spiegato le sue ragioni nella sua lettera di dimissioni.

Questa linea non era stata apprezzata nemmeno dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che il 12 luglio, poche ore prima del suo incontro con la May nella capitale inglese, aveva dichiarato in un’intervista al Sun che una Brexit “leggera” avrebbe reso meno probabile la conclusione di un accordo commerciale tra Londra e Washington.

Tuttavia, Michel Branier, il capo delle negoziazioni per la Brexit dell’Unione Europea, ha rifiutato il piano doganale proposto da Theresa May, eliminando quindi gli accorti di Chequers. Branier ha affermato che “l’UE non può e non intende delegare l’applicazione della sua politica doganale e delle sue norme, la riscossione dell’IVA e dei dazi ad un Paese non membro che non sarebbe soggetto alle strutture di governance dell’Unione”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Cristina Lipari

di Redazione

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