Afghanistan: incontro d’emergenza dopo attacco mortale a Jalalabad

Pubblicato il 1 agosto 2018 alle 18:30 in Afghanistan Asia

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Il presidente afghano, Ashraf Ghani, ha tenuto un incontro di emergenza sulla situazione relativa alla sicurezza nella provincia di Nangarhar, dopo un nuovo attacco alla città di Jalalabad, mentre alcuni funzionari governativi hanno espresso ottimismo sulla possibilità di un secondo cessate il fuoco con i talebani, in occasione delle festività dell’Eid al-Adha.

All’incontro, tenutosi mercoledì 1 agosto, Ghani ha ordinato un rafforzamento della sicurezza nella provincia e  ha richiesto una collaborazione tra l’Armata nazionale afgana (ANA) e la polizia nazionale afgana (ANP) per assicurare il territorio, secondo quanto riporta una dichiarazione del palazzo presidenziale. Fino ad ora la sicurezza della provincia e di Jalalabad è stata la responsabilità esclusiva della polizia. I funzionari provinciali hanno dichiarato: “L’ISIS ha sofferto molto a Nangarhar e per questo ha iniziato con gli attacchi distruttivi su Jalalabad”. Dopo il briefing, Ghani ha ordinato ai funzionari locali di prendersi cura delle famiglie delle vittime e ha sottolineato che l’esercito deve lavorare a stretto contatto con la polizia per garantire maggiore sicurezza finché un’unità speciale non sarà schierata a Jalalabad.

Secondo la dichiarazione, inoltre, a breve verrà annunciato un piano che definirà le misure di sicurezza a lungo termine per la provincia. Tali misure arrivano a seguito di una serie di attacchi mortali avvenuti negli ultimi due mesi. L’ultimo assalto risale al 31 luglio, è durato più di sei ore ed è stato effettuato ai danni di un centro per rifugiati, a Jalalabad. Un’autobomba è stata fatta detonare vicino all’ingresso del complesso verso le 11.30 del mattino, ora locale. A seguito dell’esplosione, due uomini armati hanno fatto irruzione nell’edificio e hanno tenuto in ostaggio chi vi si trovava all’interno. Un certo numero di impiegati è stato in grado di fuggire durante il corso della giornata, ma molti sono rimasti intrappolati. Almeno 15 persone sono rimaste uccise nell’incidente.  

A seguito della riunione del 1 agosto, il Ministero della Difesa ha affidato all’esercito afghano l’incarico di provvedere alla sicurezza di Jalalabad. “La responsabilità operativa della provincia di Nangarhar è stata consegnata all’esercito nazionale”, ha dichiarato Mohammad Radmanish, portavoce del Ministero della Difesa. La situazione della regione, vessata dagli attacchi dell’ISIS, è critica. “Dovrebbe essere prestata attenzione seria a Nangarhar. Ad oggi il commercio è diminuito del 70% e le persone vivono in pessime condizioni “, ha dichiarato Sayed Ikram, un deputato di Nangarhar. Secondo un’indagine di Tolo News, 160 persone hanno perso la vita a causa di attentati e incidenti criminali a Nangarhar negli ultimi 3 mesi e oltre 490 persone sono rimaste ferite nello stesso periodo. Anche gruppi di talebani afghani si sono scontrati con i militanti dell’ISIS che sono visti come una minaccia alla propria influenza in Afghanistan.

Per quanto riguarda i rapporti con i talebani, l’incontro tra questi ultimi e i funzionari statunitensi tenutosi a Doha, in Qatar, il 23 luglio, ha mostrato “segnali molto positivi”, secondo i talebani stessi, in un processo che vede le due parti tentare  di porre fine alla guerra in corso in Afghanistan da ormai 17 anni. Alcune fonti riferiscono che potrebbe esserci un altro cessate il fuoco per le celebrazioni dell’Eid al-Adha. Questo è quanto ha riferito a Reuters un funzionario talebano, che ha riportato di segnali che indicano che i colloqui potrebbero portare a un’iniziativa di pace concreta. “Si prevede un cessate il fuoco a lungo termine per l’Eid-ul Adha. Entrambe le parti hanno concordato la prosecuzione degli incontri e dei colloqui e un altro incontro è previsto prima dell’Eid, ma l’ora e il luogo esatti non sono ancora chiari”, hanno dichiarato. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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