Yemen: solo altro attacco aereo per innescare un’epidemia inarrestabile

Pubblicato il 31 luglio 2018 alle 12:11 in Medio Oriente Yemen

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Alcune incursioni aeree della coalizione a guida saudita hanno colpito la provincia yemenita di Hodeida per 3 giorni, tra il 26 e il 28 luglio, danneggiando limpianto idrico della città e mettendo i civili in grande pericolo.

Lufficio del coordinatore umanitario per lo Yemen ha dichiarato che la serie di attacchi aerei si è verificata nei pressi di un centro di salute riproduttiva e di un laboratorio pubblico a Hodeida, colpendo e danneggiando una struttura di servizi igienici a Zabid e una stazione idrica, responsabile per la fornitura dellacqua allintera città portuale. Secondo lufficio dellONU, i danni alle strutture igienico-sanitarie e idriche mettono a repentaglio tutto ciò che lagenzia sta cercando di fare per il Paese mediorientale. Le Nazioni Unite hanno inoltre avvertito che potrebbe bastare un solo altro attacco aereo per innescare unepidemia inarrestabile.

Gli attacchi in questione arrivano meno di un mese dopo che gli Emirati Arabi Uniti, parte della coalizione a guida saudita in sostegno del governo yemenita, hanno sospeso loffensiva in corso contro la città portuale per dare una possibilità agli sforzi di mediazione dellONU.

L’alleanza guidata dall’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti aveva lanciato un assalto sulla città yemenita di Hodeida, il 12 giugno, per cercare di indebolire il movimento dei ribelli Houthi, sostenuti dall’Iran, tentando di tagliare i contatti con un punto chiave per l’arrivo di rifornimenti nel Paese. Gli Stati arabi hanno altresì reso pubblica la volontà di riconquistare Hodeida, la quale garantisce l’accesso del 70% delle importazioni in Yemen, inclusi gli aiuti umanitari. Il desiderio di sottrarre la città portuale è guidato dalla smania di privare i ribelli delle loro maggiori risorse finanziarie e prevenire il contrabbando di missili fabbricati in Iran, in precedenza lanciati contro alcune città saudite. Sia gli Houthi che l’Iran hanno respinto tali accuse.

Gli Houthi avevano preso il controllo della città portuale insieme alla capitale e gran parte dello Yemen settentrionale nel settembre del 2014. Il governo del presidente Rabbo Mansour Hadi era stato deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma è tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. Successivamente, il 19 marzo 2015, i ribelli avevano lanciato un’offensiva per ottenere il controllo delle provincie meridionali. La situazione del Paese è resa ancora più complessa dall’intervento delle forze straniere. La coalizione araba, guidata dall’Arabia Saudita, che comprende Emirati Arabi Uniti, Egitto, Kuwait, Sudan e Bahrein, è intervenuta nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, a sostegno del presidente Hadi. Da parte sua, l’Iran sostiene gli Houthi, inviando segretamente armi al gruppo.

La guerra nello Yemen, entrata ormai nel quarto anno, ha causato la morte di almeno 10.000 persone, secondo le stime dell’Onu, che ha definito la situazione nel Paese la “peggiore crisi umanitaria del mondo”. L’offensiva contro Hodeida potrebbe avere conseguenze catastrofiche. Le Nazioni Unite hanno avvertito che fino a 250.000 persone sono a rischio in caso di un attacco nell’area.

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Alice Bellante

di Redazione

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