Ponte di Crimea: l’UE impone nuove sanzioni a 6 compagnie russe

Pubblicato il 31 luglio 2018 alle 21:00 in Russia

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Il Consiglio dell’Unione Europea ha imposto sanzioni a sei società russe legate alla costruzione del ponte di Crimea.

“Nel contesto delle misure volte a sanzionare l’annessione illegale della Crimea e di Sebastopoli, il Consiglio dell’Unione Europea reputa la costruzione del ponte di Kerch come un nuovo passo che minaccia l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina”, si legge nella risoluzione pubblicata martedì scorso nel bollettino ufficiale dell’UE.

Le sanzioni si estendono in particolare alle compagnie AO Institute Giprostroymost — St. Petersburg, PJSC Mostotrest, JSC Zaliv Shipyard, Stroygazmontazh Corporation (SGM Group), Stroygazmontazh Most OOO e CJSC VAD.

Tali misure prevedono il congelamento dei beni delle compagnie sanzionate nell’UE, nonché il divieto di trasferimento di fondi da parte di persone fisiche e giuridiche registrate nell’UE.

Il centro informazioni del ponte di Crimea ha commentato poche ore dopo che “le sanzioni non influenzeranno la realizzazione del progetto”. 

Con 19 chilometri di lunghezza, il ponte sullo stretto di Kerch, che collega la Crimea con la terraferma della Russia, è il più lungo del paese. Il traffico automobilistico sul ponte è stato aperto il 16 maggio scorso, la velocità massima consentita è di 90 chilometri all’ora.

La Crimea è diventata una regione russa nel marzo del 2014 a seguito di un referendum in cui il 96,77% degli elettori della Repubblica e il 95,6% degli abitanti di Sebastopoli votò per l’annessione alla Russia. Il referendum si è tenuto un mese dopo il colpo di stato che ha avuto luogo in Ucraina e ha innescato un conflitto armato interno nel sud-est del Paese. Mosca ha ripetutamente affermato che gli abitanti della penisola hanno votato nel pieno rispetto  del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite e hanno fatto “una scelta consapevole a favore della Russia”.

L’Ucraina, l’Unione Europea, gli Stati Uniti e diversi altri paesi continuano a non riconoscere la riunificazione e considerano la penisola di Crimea un “territorio temporaneamente occupato”.
Il presidente Putin, da parte sua, ha ribadito in più occasioni che considera la questione della Crimea “definitivamente chiusa”.  

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal russo e dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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