Polonia: proteste contro la riforma della Corte Suprema

Pubblicato il 30 luglio 2018 alle 16:16 in Europa Polonia

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Migliaia di cittadini si sono radunati nel centro di Varsavia per protestare contro la riforma della Corte Suprema, il 26 luglio. Le proteste non hanno riguardato solo la capitale: sono state in tutto venti le città polacche in cui i cittadini si sono riuniti per manifestare contro questo cambiamento legislativo, promosso dal governo guidato dal partito Diritto e Giustizia, noto per le sue posizioni euroscettiche e nazionaliste. La riforma, che il 25 luglio è stata firmata dal Presidente Andrzej Duda, prevede un cambiamento nelle procedure di nomina dei giudici della Corte Suprema, dando un peso maggiore al Parlamento, in cui il partito nazionalista Diritto e Giustizia ha la maggioranza, e assicurando al governo più controllo sui giudici, come spiega il New York Times.

L’Unione Europea, alcuni gruppi di attivisti in difesa dei diritti umani e i partiti di opposizione hanno dichiarato che questo, insieme agli altri cambiamenti promossi nei mesi scorsi dal governo, mina l’indipendenza del potere giudiziario. Inoltre, i cittadini polacchi sottolineano che questa riforma ha l’effetto di politicizzare la magistratura, come riportato dalla BBC. Jaroslaw Kaczynski, il leader di Diritto e Giustizia, ha difeso la scelta del governo affermando che “senza riforme, non possiamo ricostruire lo Stato polacco e metterlo al servizio dei cittadini”. Il partito sostiene che una revisione del sistema giudiziario è necessaria per rendere i tribunali più efficienti e sradicare l’influenza del passato comunista del Paese.

Quello della scorsa settimana è stato l’ultimo di una serie di emendamenti promossi dal governo polacco per riformare la Corte Suprema.  Ricordiamo che il 3 luglio è stata effettuata un’epurazione della Corte Suprema, provocando il pensionamento forzato di 27 su 72 giudici dell’organo. Anche in quel caso, i cittadini sono scesi in piazza in più di sessanta città.

All’indomani di quegli eventi, il New York Times aveva riportato che i giudici che si erano opposti alle riforme governative avevano riferito di essere stati intimiditi. Il leader della Corte Suprema, Malgorzata Gersdorf, aveva descritto questa fase di cambiamenti con toni forti: “Non sto dicendo di essere terrificato, ma senza subbio questa non è la direzione in cui vorrei andare, o supportare, perché credo che ciò stia distruggendo ciò che è stato costruito in 25 anni”.

La Commissione Europea ha avviato una procedura di infrazione contro il Paese e sta indagando in merito a questo cambiamento legale che potrebbe, presumibilmente, minare lo stato di diritto.

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Cristina Lipari

di Redazione

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