Argentina: proteste contro riforma delle Forze Armate

Pubblicato il 28 luglio 2018 alle 6:05 in America Latina Argentina

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Migliaia di persone hanno manifestato giovedì 26 luglio a Buenos Aires per esprimere il loro rifiuto della riforma delle Forze Armate decretata da Mauricio Macri . “Mai più forze repressive”, “No alla militarizzazione dell’Argentina” erano gli slogan scanditi nel corso della marcia voluta da organizzazioni per i diritti umani, sindacati e organizzazioni sociali che hanno sfilato in Plaza de Mayo e nei pressi del Ministero della Difesa. I manifestanti rifiutano che i militari possono collaborare con la polizia in compiti di sicurezza interna da cui sono stati rimossi dopo la fine della dittatura guidata dai generali Videla, Viola, Galtieri e Bignone tra il 1976 e il 1983. Tra le nuove funzioni attribuite all’esercito vi è la custodia degli obiettivi strategici e il supporto logistico alle forze di polizia nella sorveglianza di frontiera.

“Sappiamo quale sia il ruolo delle Forze Armate, quindi diciamo che milicos sulla strada nunca más, ha detto Lita Boitano, una delle Madri di Plaza de Mayo, utilizzando l’espressione passata alla storia grazie allo scrittore Ernesto Sabato, presidente della commissione d’inchiesta sui desaparecidos, nunca más: mai più. “Siamo sopravvissuti l’intervento dei militari nella politica interna, non vogliamo viverlo di nuovo” – aveva dichiarato ore prima il premio Nobel per la Pace Adolfo Pérez Esquivel.

Le organizzazioni per i diritti umani e l’opposizione accusano Macri di rompere uno dei consensi fondamentali della democrazia argentina, che ha posto il veto sul fatto che le Forze armate possano intervenire in compiti di sicurezza interna. “Il governo sta cambiando per decreto, che è illegale, tre leggi che sono stati emesse da tre diversi governi: la Legge di Difesa Nazionale del 1988, promulgata dal presidente Alfonsín, la legge sulla sicurezza interna del 1992 promulgata da Menem e la legge sull’intelligence del 2001 promulgata da De la Rua. È un consenso di tutti i partiti sviluppato in più di 35 anni quello che l’attuale governo sta attaccando” – ha dichiarato lo storico e direttore esecutivo del Centro di studi legali e sociali (CELS) di Buenos Aires, Horacio Verbitsky.

Dal 2006, l’unico ruolo delle Forze Armate era quello di respingere un eventuale attacco esterno da un altro Stato. A differenza di quanto accade in Colombia, Messico e Brasile, dove le truppe partecipano alla lotta contro il traffico di droga, in Argentina questa è responsabilità delle forze di polizia. “In altri paesi, come il Messico, la decisione di coinvolgere i militari nella lotta contro il narcotraffico ha portato alla connivenza di questi con bande e cartelli, a gravi violazioni dei diritti umani e all’abuso dell’uso della forza contro la popolazione civile” – ha dichiarato una manifestante al quotidiano spagnolo El País. I manifestanti hanno anche espresso il loro timore che l’annuncio nasconda l’intenzione di militarizzare le strade di fronte al crescente conflitto sociale, un’ipotesi negata dal governo.

L’opposizione assicura che voterà contro la riforma al congresso, dove Macri per far passare il decreto deve ricevere l’appoggio dei partiti minori, mentre il Frente para la Victoria, della ex presidente Cristina Kirchner assicura che continuerà la battaglia anche in tribunale perché, assicurano, “il decreto è illegale”.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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