Funzionari USA a colloquio con i talebani in Qatar

Pubblicato il 27 luglio 2018 alle 17:06 in Afghanistan USA e Canada

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Il delegato americano per l’Asia ha incontrato alcuni funzionari talebani per dare avvio ad una serie di colloqui di pace, in Qatar, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal.

Alice Wells, l’alto funzionario dell’Ufficio per gli Affari dell’Asia del Sud e centrale, ha incontrato i talebani questa settimana per trovare insieme un nuovo percorso che ponga fine al conflitto afghano, che dura ormai da 17 anni. Un membro del Consiglio direttivo dei talebani, chiamato Quetta Shura, ha confermato l’incontro con i funzionari statunitensi, avvenuto a Doha lunedì 23 luglio. Il capo dei talebani non ha nominato la Wells, ma ha dichiarato che c’era “una donna” nella delegazione degli Stati Uniti. Il primo round di colloqui mira a creare fiducia tra le due parti, ha aggiunto. Il prossimo incontro, che è previsto per il 31 luglio, è stato definito come il “più importante”. Per facilitare eventuali colloqui, i talebani hanno stabilito un ufficio politico in Qatar, che funge da ambasciata di fatto.

Il Dipartimento di Stato americano non ha confermato direttamente il rapporto del Journal, ma ha sottolineato che la Wells si trovava a Doha questa settimana, dove ha incontrato i funzionari del governo del Qatar “per discutere i recenti progressi verso un processo di pace afgana, guidato dall’Afghanistan”. I funzionari americani hanno dichiarato che gli Stati Uniti “stanno esplorando tutte le strade per portare avanti un processo di pace in stretta consultazione con il governo afghano”. “L’ambasciatore Wells ha accolto con favore la partnership costruttiva e la dedizione del governo del Qatar per la questione dell’Afghanistan e ha espresso il profondo apprezzamento degli Stati Uniti per gli sforzi volti a raggiungere una soluzione pacifica al conflitto”, si legge in una dichiarazione del Dipartimento di Stato.

Un mese di cessate il fuoco senza precedenti, che ha coinvolto le governative afghane e i talebani, aveva suscitato la speranza che la pace fosse possibile nel Paese. La tregua di tre giorni, dal 15 al 17 giugno, e concomitante con la conclusione del Ramadan, l’Eid al-Fitr, ha dimostrato che il governo afghano, le forze che supportano il governo e i talebani sono stanchi del conflitto. Tuttavia, gli scontri sono ripresi e gli osservatori occidentali e afghani a Kabul hanno sottolineato l’importanza di un dialogo diretto tra Stati Uniti e talebani, che hanno a lungo insistito per tenere colloqui con Washington, che aveva ripetutamente rifiutato, sostenendo che i negoziati devono essere guidati dall’Afghanistan. Da parte loro, i talebani si rifiutano di negoziare con il governo afgano, che considerano illegittimo.

Il 16 luglio il generale americano John Nicholson, comandante, dal marzo 2016, delle forze NATO operanti in Afghanistan nell’ambito della missione Resolute Support, si è recato in visita presso funzionari afghani nella città di Kandahar. A seguito dell’incontro, Nicholson ha dichiarato che gli Stati Uniti sono pronti a prendere parte a colloqui diretti con i talebani, nel tentativo di porre fine alla guerra in Afghanistan, ma senza sostituirsi al popolo o al governo afghano. Da parte loro, i talebani hanno a lungo dichiarato che discuteranno della pace solo con gli americani, nonostante gli Stati Uniti abbiano a lungo insistito affinchè questi aprissero un dialogo con il governo afghano. Tuttavia, il Journal, citando i funzionari statunitensi, ha affermato che i colloqui di Doha includono pienamente il governo afghano. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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