Mosca ringrazia Israele per aver distrutto installazioni ISIS in Siria

Pubblicato il 26 luglio 2018 alle 15:03 in Israele Russia

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Il bombardamento israeliano sul territorio della Siria del 25 luglio scorso ha distrutto militanti e installazioni missilistiche dello Stato islamico. È quanto è stato riferito ai giornalisti dal Ministero della Difesa della Federazione russa nella notte tra mercoledì 25 e giovedì 26 luglio. Mosca ha ringraziato Israele per “non aver ceduto alla provocazione volta a propiziare uno scontro tra l’esercito israeliano e quello siriano”.

Secondo la difesa russa, intorno alle 21:30 ora di Mosca, militanti dell’ISIS hanno lanciato missili verso il territorio israeliano dall’area degli insediamenti  du Nafa e Shajar (nella provincia siriana di Quneitra). Secondo il ministero, in questo modo i terroristi hanno cercato di provocare un attacco da parte delle forze israeliane su posizioni dell’esercito siriano. I missili lanciati dal territorio siriano sono caduti nelle acque del mare di Galilea, nei pressi della spiaggia di Gofra.

Il Ministero russo ha aggiunto che le IDF (Israeli Defence Forces, l’esercito israeliano) hanno prontamente distrutto i militanti e le loro installazioni missilistiche rispondendo con “un preciso attacco di aviazione e artiglieria”.

Il comando delle truppe russe di stanza in Siria ha espresso gratitudine all’esercito israeliano per aver impedito una grave provocazione da parte dei terroristi e per aver annientato i militanti dell’ISIS e le loro installazioni, ha sottolineato il Ministero della Difesa. 

In precedenza, il servizio stampa dell’esercito israeliano aveva riferito che mercoledì 25 luglio l’esercito dello stato ebraico aveva distrutto in Siria un lanciatore che aveva sparato due missili in direzione di Israele.

Dopo l’abbattimento del caccia siriano che avrebbe violato lo spazio aereo di Israele il 24 luglio scorso, Mosca è impegnata nel difficile tentativo di evitare scontri tra Israele e l’esercito del presidente siriano Bashar al-Assad. Nel tentativo di pacificare la situazione nelle regioni della Siria sotto controllo governativo, il Cremlino si è impegnato in più occasioni nel garantire la sicurezza dello stato ebraico. Prima assumendo il controllo della Siria sud-occidentale a seguito dell’accordo tra Putin, Trump e Re Abdallah II di Giordania del 7 luglio 2017, poi interponendo forze russe tra le postazioni iraniane in Siria e la frontiera del Golan. 

La posizione di Mosca è stata ribadita in più occasioni dal presidente Putin, dal premier Medvedev e dal ministro della difesa Shoigu in numerosi vertici con le controparti israeliane. Ricevendo Benjamin Netanyahu al Cremlino lo scorso 11 luglio, Vladimir Putin aveva affermato “conosciamo le vostre preoccupazioni e siamo pronti a parlarne”.

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Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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