Elezioni pakistane: Imran Khan dichiara vittoria

Pubblicato il 26 luglio 2018 alle 20:02 in Asia Pakistan

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La leggenda del cricket pakistano, Imran Khan, ha dichiarato la propria vittoria elettorale, giovedì 26 luglio, e ha aggiunto che è pronto a guidare il Paese, nonostante un lungo ritardo nel conteggio delle schede e le accuse di brogli elettorali da parte della maggior parte degli avversari.

“Dio mi ha dato la possibilità di arrivare al potere per attuare quella ideologia che ho iniziato 22 anni fa”, ha dichiarato Khan, 65 anni, in un discorso televisivo dalla sua casa vicino alla capitale,  Islamabad. Tuttavia, i sostenitori dell’ex primo ministro in carcere, Nawaz Sharif, che accusano Khan di collusione con l’esercito, hanno denunciato che il conteggio dei voti è stato truccato e hanno definito il risultato un attacco alla democrazia, in un Paese che ha una storia di dominio militare.

Affrontando le proteste dei partiti politici dell’opposizione sulla manipolazione delle elezioni, Khan ha promesso di fornire loro l’assistenza necessaria per indagare su tali accuse. Allo stesso tempo ha respinto le accuse, definendo i sondaggi di ieri “i più giusti nella storia del Pakistan”. “Se pensi che ci siano state manovre, ti aiuteremo nelle indagini se hai dei dubbi.” Ti sentirò con noi. Sento che questa elezione è stata la più bella nella storia del Pakistan. Se qualche parte ha qualche dubbio, noi apriremo alle indagini i collegi elettorali”. Anche se ha affermato di aver “sofferto il peggior tipo di attacchi personali” che un leader politico ha dovuto sostenere negli ultimi tre anni, ha dichiarato “questo è tutto alle mie spalle adesso”. Khan ha, poi, elogiato il popolo del Belucistan che ha votato il giorno delle elezioni, nonostante un attacco suicida che ha provocato 31 morti

“Voglio chiarire perché sono entrato in politica, la politica non poteva darmi nulla, volevo che il Pakistan diventasse il Paese che il mio leader, Quaid-i-Azam Muhammad Ali Jinnah, aveva sognato” ha dichiarato Khan. “Voglio condividere il tipo di Pakistan che immagino, il tipo di stato stabilito a Medina, dove si prendevano cura delle vedove e dei poveri. Oggi il nostro stato è in rovina, ma tutte le nostre politiche mireranno ad aiutare i meno fortunati a prosperare”, ha aggiunto. “Gli agricoltori non sono pagati per il loro duro lavoro, 25 milioni di bambini non vanno a scuola, le nostre donne continuano a morire di parto perché non possiamo dare loro un’assistenza sanitaria di base, non possiamo dare alla gente acqua potabile pulita. Nessun paese che abbia un’isola di ricchi e un mare di poveri può prosperare “, ha concluso.

Le elezioni pakistane sono state caratterizzate da violenze, ben prima della consultazione elettorale. Nelle 3 settimane prima del voto, circa 179 persone sono state uccise in una serie di attacchi mirati contro le manifestazioni politiche, in tutto il Pakistan. Le offensive si sono concentrate principalmente nelle province occidentali del Belucistan e di Khyber Pakhtunkhwa. Il 22 luglio, un attacco terroristico ad opera dei talebani del Pakistan ha ucciso Ikramullah Gandapur, candidato alle elezioni generali del Paese, nella città di Dera Ismail Khan. L’11 luglio, un candidato del Partito Nazionale Awami, Haroon Bilour, è stato ucciso in un attacco suicida, insieme ad altre 19 persone, dopo una esplosione durante un comizio, nella città di Peshawar. Due giorni dopo, una bomba a Mastung aveva causato 154 vittime durante un raduno politico, diventando il secondo attacco più letale nella storia del Pakistan.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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