USA e Qatar pianificano espansione base aerea di al-Udeid

Pubblicato il 25 luglio 2018 alle 10:40 in Qatar USA e Canada

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Gli Stati Uniti e il Qatar pianificano di espandere la base aerea di al-Udeid, la più grande struttura militare utilizzata da Washington nel Golfo, discutendo altresì della possibilità di renderla una base “permanente”. È quanto riferito dai media di Stato qatarini, martedì 24 luglio, e riportato dal portale online, Middle East Eye. In particolare, l’agenzia di stampa del Qatar, QNA, ha affermato che i rappresentanti di entrambi i Paesi, il 24 luglio, “hanno posto le basi per l’espansione” della base di al-Udeid, situata a 35 km a sud ovest di Doha. Il progetto di espansione consisterebbe nella “costruzione di caserme ed edifici di servizio per sostenere gli sforzi congiunti di sicurezza, nonché nel miglioramento della qualità della vita delle truppe di stanza nella base aerea”.

Da Washington, tuttavia, il Pentagono ha minimizzato tali sviluppi, chiarendo che, per il momento, nulla di concreto è stato stabilito. “È prematuro discutere aspetti di un’eventuale espansione della base aerea di al-Udeid, in Qatar”, ha dichiarato il tenente comandante Rebecca Rebarich, che ha aggiunto che “le forze armate statunitensi stanno lavorando con il ministero della Difesa del Qatar su ulteriori dettagli della proposta per aiutarci a pianificare in modo appropriato e garantire che useremo qualsiasi nuova struttura in modo efficace”.

Attualmente, i soldati americani schierati ad al-Udeid sono circa 10.000. La base, inoltre, ospita un deposito di munizioni ed equipaggiamenti degli Stati Uniti che vi detengono anche gli aerei impiegati contro lo Stato Islamico. La base, peraltro, ospita anche le forze di altri membri della coalizione internazionale a guida americana che combattono l’ISIS in Siria e in Iraq.

L’intenzione dei due Paesi di espandere la base arriva in un momento in cui, alle prese con tensioni con i suoi vicini del Golfo, Doha sta cercando di rafforzare il suo legame con Washington e, con tale progetto di espansione, sottolinea il suo impegno “ad approfondire le sue relazioni militari e strategiche con gli Stati Uniti”. “Lo Stato del Qatar, insieme al suo alleato strategico statunitense, sta lavorando all’elaborazione di una roadmap per il futuro delle relazioni bilaterali, incluso l’inserimento della base aerea di al-Udeid alla lista delle basi militari americane permanenti”, spiega l’agenzia di stampa qatariota.

Approfondire le relazioni bilaterali con il Paese mediorientale è anche nell’interesse degli Stati Uniti. “Abbiamo visto oggi l’apertura di un nuovo progetto di costruzione. Quello che speriamo di vedere nei prossimi anni e mesi è il rafforzamento” dei legami bilaterali, ha dichiarato l’incaricato d’affari americano a Doha, Ryan Gliha, in una conferenza stampa tenuta dopo la cerimonia organizzata per porre le basi dell’espansione della base aerea. Il funzionario americano ha altresì ribadito l’importanza di al-Udeid nella lotta contro lo Stato Islamico. “Milioni di dollari sono già stati spesi ad al-Udeid negli ultimi 15 anni per sostenere le nostre operazioni. Questi sono essenziali per la lotta contro Daesh e per la nostra capacità di guidare la coalizione”, ha spiegato Gliha, che ha definito il Qatar un “partner indispensabile per gli Stati Uniti”, la cui posizione nell’ambito della crisi del Golfo è mutata nel corso del tempo.

Tale crisi è scoppiata il 5 giugno 2017, quando Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto hanno imposto un embargo contro il Qatar, accusandolo di finanziare organizzazioni terroristiche, con riferimento, in particolare, a militanti attivi in tutto il Medio Oriente, e di sostenere l’Iran. Da parte sua, Doha ha sempre respinto tali accuse, definendole più volte “infondate”e finalizzate ad imporre un severo controllo sul Paese, attraverso un embargo che ha costretto il Qatar in una grave condizione di isolamento. La chiusura dei confini terrestri e marittimi, la sospensione dei collegamenti aerei e l’espulsione dei cittadini qatarioti dai Paesi che sostengono l’embargo hanno contribuito a danneggiare le imprese, il sistema educativo e la mobilità dei qatarioti.

Washington, inizialmente, si era schierata al fianco dei nemici di Doha, accusando esplicitamente il Qatar di avere un’ideologia estremista e di finanziare il terrorismo. Il 9 giugno 2017, il presidente americano, Donald Trump, ha accusato il Qatar di finanziamento del “terrore ad altissimo livello”. Il 16 giugno di quell’anno, tuttavia, ha avviato un’esercitazione navale congiunta per rinsaldare la cooperazione con il Paese meiorientale, arrivando, l’11 luglio, a firmare un memorandum d’intesa che ha posto le basi per la cooperazione fra Washington e Doha in materia di lotta contro il terrorismo e, il 10 novembre, alla prima sessione di dialogo fra i due Paesi. Il 26 giugno 2018, durante un incontro con il ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al-Tani, il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha espresso il desiderio del leader della Casa Bianca “di vedere la controversia del Golfo alleggerita e, infine, risolta, in quanto questa beneficia solo l’Iran”. In quell’occasione, Pompeo ha altresì elogiato Doha per i suo sforzi “in materia di antiterrorismo e di contrasto al finanziamento del terrorismo”.

L’importanza della presenza americana presso la base di al-Udeid, peraltro, è stata sottolineata dal ministro degli Esteri saudita, Adel al-Jubeir, che, il 24 aprile, ha affermato che il Qatar “cadrebbe in meno di una settimana”, se non fosse per la base americana che gli Stati Uniti mantengono nel Paese mediorientale.

La centralità della base di al-Udeid, peraltro, è stata ripetutamente evidenziata anche dal Paese ospitante. “Il Qatar è situato in una posizione strategica. L’Afghanistan, l’Iraq e la Siria sono tutti punti di accesso nella regione. Non esagero quando dico che l’80% del rifornimento aereo nella regione proviene da Al-Udeid”, aveva dichiarato il 29 gennaio il ministro della Difesa qatarino, Khalid bin Mohammad Al-Attiyah. Già in quell’occasione, il Qatar aveva annunciato la sua intenzione di espandere e rendere permanente la base di al-Udeid.

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Roberta Costanzo

di Redazione

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