La Russia si libera dei titoli del Tesoro USA

Pubblicato il 25 luglio 2018 alle 21:00 in Russia USA e Canada

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La Federazione russa è uscita dalla lista dei principali detentori di titoli del Tesoro statunitensi, cedendo almeno un terzo delle sue obbligazioni governative. Lo affermano i dati del Dipartimento del Tesoro statunitense relativi al mese di maggio. Ad aprile la Russia si trovava al ventiduesimo posto nel rating, con obbligazioni per 48,7 miliardi di dollari. Lo scorso marzo,  quando il ministro Siluanov ha annunciato che Mosca avrebbe smesso di investire nel debito USA, la Russia possedeva addirittura il doppio dei titoli del Tesoro USA, e nella classifica occupava la sedicesima posizione. Ora la Russia non compare più nella lista dei 33 maggiori detentori di debito statunitense, superata anche dal Cile.

La Russia da aprile a maggio di quest’anno ha ridotto il suo portafoglio di obbligazioni americane del prestito pubblico da 96 miliardi di dollari fino a 15 miliardi di dollari, il che, secondo Buisiness Insider, citato dall’agenzia di stampa russa TASS, ha portato ad un aumento dei tassi di interesse negli USA. La mossa di Mosca ha provocato il malcontento del presidente Donald Trump, poiché prestiti costosi limitano la crescita dell’economia americana, la principale promessa elettorale dell’attuale inquilino della Casa Bianca.

La Federazione ha avuto molti motivi per abbandonare titoli. La situazione delle sanzioni statunitensi ha sollevato dubbi a Mosca sul fatto che il successivo commercio di questi titoli sarà minacciato. Inoltre, la vendita di titoli di debito del governo degli Stati Uniti crea una tendenza a rafforzare il rublo e a diversificare le riserve di valuta estera, sottolineano gli esperti.

La vendita dei titoli USA è bilanciata dall’aumento delle riserve auree della Federazione. La Russia, che ha la quinta riserva aurea del mondo, la ha sfruttata nel 2013-14 per bloccare il crollo del rublo dovuto ad attacchi speculativi. 

Secondo la pubblicazione, una mossa simile da parte Cina, che è il più grande creditore degli Stati Uniti, sarebbe un colpo significativo per l’economia degli Stati Uniti. La forza potenziale di tali misure si è manifestata a gennaio, quando voci secondo cui Pechino avrebbe potuto smettere di acquistare obbligazioni hanno portato al decollo dei tassi di interesse.

 

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Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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