Israele: riapertura parziale di Kerem Shalom

Pubblicato il 25 luglio 2018 alle 11:38 in Israele Palestina

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Il ministro della Difesa israeliano, Avigdor Lieberman, ha annunciato che il valico di Kerem Shalom sarà riaperto in maniera parziale, il 25 luglio alle 12:00, permettendo nuovamente il trasferimento di gas e carburante nella Striscia di Gaza. La decisione di chiudere l’unica traversata commerciale con l’enclave palestinese era stata presa il 9 luglio, in risposta agli aquiloni e palloncini incendiari lanciati dalla Striscia verso il territorio israeliano. 

Il ministro Lieberman nella sua dichiarazione ha poi sottolineato che la piena attività del valico commerciale sarà condizionata alla completa cessazione dei lanci di ordigni esplosivi. Secondo un portavoce del servizio antincendio israeliano, sarebbero più di 750 gli incendi causati da kite e palloncini esplosivi, i quali hanno bruciato circa 2.600 ettari di territorio israeliano, provocando danni per milioni di shekel. I palestinesi di Gaza, tuttavia, da parte loro, considerano gli aquiloni incendiari, e più di recente i palloncini, il simbolo della legittima resistenza contro il blocco imposto da Israele.

La riapertura parziale del valico di Kerem Shalom segue gli avvertimenti avanzati da alcuni funzionari delle Nazioni Unite, secondo i quali la Striscia di Gaza sta affrontando gravi carenze di carburante, le quali colpiscono sia ospedali, sia strutture idriche e igieniche. Alla luce di ciò, il coordinatore umanitario dell’ONU responsabile per i territori palestinesi, Jamie McGoldrick, aveva altresì invitato Israele a porre fine alle restrizioni imposte, avvertendo che gli ospedali sarebbero stati costretti a chiudere, con le forniture di emergenza destinate ad esaurirsi entro l’inizio di agosto. “Considerando che i blackout attuali durano circa 20 ore al giorno, se Gaza non riceverà immediatamente del carburante, ci saranno in gioco le vite delle persone. I pazienti più vulnerabili, come quelli cardiaci, in dialisi e i neonati in terapia intensiva saranno quelli più a rischio” aveva affermato McGoldrick.

Secondo quanto riporta Al Jazeera English, lenclave costiera soffre di una grave mancanza di elettricità ed è costretta a fare affidamento su generatori alimentati da carburante durante le numerose interruzioni giornaliere. Il 23 luglio, Mohammad Tabet, il portavoce dellutenza elettrica a Gaza, ha dichiarato che i 2 milioni di abitanti della Striscia sarebbero rimasti senza energia per 18 ore al giorno. Tabet ha altresì affermato: Stiamo cercando di fornire un livello minimo di elettricità di 4 ore al giorno, tuttavia anche questo è in dubbio. La carenza di energia elettrica si estenderà oltre le 16 ore al giorno.

Ad oggi, lapprovvigionamento elettrico a Gaza dipende da 6 linee elettriche con Israele e dallEgitto. Gli stessi due Paesi ritengono inoltre il controllo dei confini commerciali della Striscia. L’attraversamento di Kerem Shalom è l’unico presente tra Gaza e Israele disposto al trasporto merci, mentre un confine separato, noto come Erez, è predisposto al passaggio di persone. Israele, che dal 2008 ha combattuto 3 guerre contro il movimento islamista di Hamas, controlla rigorosamente entrambe le frontiere. L’unico altro punto di entrata per la Striscia di Gaza è in Egitto. Tuttavia, tale ingresso è rimasto chiuso negli ultimi anni, ad eccezione di un’apertura avvenuta a metà maggio dell’anno corrente.

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Alice Bellante

di Redazione

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