Erdogan condanna Israele: “È lo Stato più fascista e più razzista”

Pubblicato il 25 luglio 2018 alle 13:47 in Israele Turchia

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Il presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, ha condannato severamente Israele, descrivendolo come “lo Stato più sionista, più fascista e più razzista” del mondo, con riferimento alla legge approvata il 19 luglio dalla Knesset, il parlamento israeliano, che definisce Israele lo Stato nazionale del popolo ebraico. La legge stabilisce altresì che il popolo ebraico, avendo in Israele la sua patria storica, ha un diritto esclusivo all’autodeterminazione.

Durante la riunione del gruppo parlamentare del suo partito, il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (AKP), il 24 luglio, Erdoğan ha dichiarato che “la legge sullo Stato nazionale ebraico, approvata dal parlamento israeliano, mostra le reali intenzioni di questo Paese”. Secondo il presidente turco, “essa legittima tutte le azioni e le oppressioni illecite” del governo israelinao, le cui azioni ha poi paragonato alle politiche naziste implementate da Adolf Hitler, per inseguire il mito della “razza pura”. “Non c’è differenza tra l’ossessione per la razza ariana di Hitler e la mentalità di Israele, secondo cui quelle terre antiche sono destinate solo agli ebrei. Lo spirito di Hitler, che ha portato il mondo ad una grande catastrofe, è riemerso tra alcuni leader israeliani”, ha affermato Erdoğan.

Critiche alla legge non sono arrivate, peraltro, solo da Ankara. Secondo quanto riportato da Al Jazeera, la nuova normativa ha suscitato da più parti il timore che si determinerà una “lampante discriminazione” nei confronti dei Palestinesi nel Paese mediorientale, dal momento che, fra le altre cose, la legge impone l’ebraico come lingua nazionale, revocando tale status all’arabo, e stabilisce che l’istituzione di comunità ebraiche è nell’interesse nazionale. Alcuni degli elementi, questi, che hanno indotto il governo turco ad accusare Israele di cercare di istituire “uno stato di apartheid”.

Pronta la replica del premier israeliano, Benyamin Netanyahu. “Erdoğan compie massacri in Siria e fra i curdi e chiude in carcere decine di migliaia di suoi cittadini. Il fatto che il gran “democratico” Erdoğan attacchi la nostra legge sulla Nazione è il complimento migliore per quella legge”, ha twittato Netanyahu, il 24 luglio. Il leader israeliano, inoltre, ha evidenziato, sullo stesso social network, quelle che sono, a suo avviso, le differenze fra la Turchia e Israele. “La Turchia sotto Erdoğan sta diventando un’oscura dittatura, mentre Israele mantiene meticolosamente uguali diritti per tutti i suoi cittadini, prima e dopo la legge”, ha dichiarato Netanyahu.

Tale scambio di battute, peraltro, innescato dalla legge sullo Stato nazione, mette ulteriormente a dura prova le relazioni già tese fra Israele e Turchia. Nel 2010, Ankara ha rotto i legami diplomatici con Israele, in seguito all’uccisione da parte dei commando israeliani di 10 attivisti turchi pro-palestinesi, imbarcatisi su una flottiglia di proprietà turca nel tentativo di consegnare aiuti, violando così il blocco marittimo israeliano della Striscia di Gaza. Le relazioni tra Israele e Turchia sono state ripristinate nel 2016, per aggravarsi nuovamente nel maggio di quest’anno, quando entrambi i Paesi hanno ritirano rispettivamente i loro diplomatici a causa della disputa sull’uccisione, da parte delle forze di sicurezza israeliane, dei palestinesi che protestavano in massa nella striscia di Gaza a causa del trasferimento dell’ambasciata degli Stati Uniti da Tel Aviv a Gerusalemme, il 14 maggio.

Citando i continui attacchi contro i Palestinesi, Erdoğan ha definito Israele uno “Stato terrorista”, capace di precipitare “la regione e il mondo nel sangue e nella sofferenza”. Secondo il presidente turco, la regione non è teatro di una guerra, ma di “massacro e oppressione commessi da Israele”, che continua a confidare nel fatto che “il mondo preferisce ignorare questi massacri”. Il leader di Ankara ha ribadito che la Turchia continuerà a stare “dalla parte della Palestina” e a “resistere a tutte le crudeltà e le ingiustizie che verranno messe in atto da Israele”, che potrebbero, secondo il presidente turco, destabilizzare ulteriormente la regione.

Erdoğan ha quindi formulato un appello alla comunità internazionale, esortandola ad agire contro gli attacchi di Israele nei confronti dei Palestinesi. “Chiedo al mondo islamico, al mondo cristiano, a tutti gli Stati democratici e liberali, alle organizzazioni non governative e ai membri dei media di muoversi contro Israele”, ha invitato il presidente turco.

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Roberta Costanzo

di Redazione

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