Israele abbatte jet siriano sulle alture del Golan

Pubblicato il 24 luglio 2018 alle 15:47 in Israele Siria

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L’aviazione israeliana ha reso noto di aver abbattuto un jet siriano Sukhoi, di manifattura russa, che era sconfinato all’interno del proprio spazio aereo, al di sopra delle alture del Golan, martedì 24 luglio. Nello specifico, il comunicato militare riferisce che il velivolo è stato abbattuto per mezzo di due missili Patriot. Uno dei portavoce dell’aviazione israeliana, il tenente colonnello Jonathan Conricus, ha riferito che, al momento, non è stata noto dove sia caduto il jet siriano e nemmeno il destino del suo pilota.

L’agenzia di stampa ufficiale siriana SANA ha riportato che “il nemico israeliano ha confermato il proprio supporto armato ai terroristi e ha colpito uno degli aerei siriani da guerra che stava effettuando bombardamenti nell’area di Saida, al di sopra del bacino di Yarmouk, all’interno dello spazio aereo siriano”.

L’incidente è avvenuto mentre è in corso un’offensiva da parte delle forze fedeli al presidente siriano, Bashar Al-Assad, sostenute dalla Russia, per riprendere il controllo di aree a sud della Siria, sottratte dai ribelli nel corso della guerra civile. Il 22 luglio, i jet siriani e russi hanno aumentato i bombardamenti contro un bastione dell’ISIS lungo il confine israelo-giordano, nella parte meridionale della Siria, dove i militanti cercano di penetrare in aree abbandonate da altri gruppi di ribelli. Le forze affiliate allo Stato Islamico, trincerate nel bacino di Yarmouk, che confina con l’area delle alture del Golan, hanno altresì respinto un attacco a terra da parte dell’esercito siriano e dai suoi alleati. L’esercito siriano ha dichiarato che le incursioni aeree e i bombardamenti in tale area hanno ucciso “decine di terroristi”, come parte di una campagna che ha come obiettivo distruggere i militanti. L’esercito siriano di Al-Assad e i suoi alleati stanno cercando di espandere la propria presenza nei pressi della frontiera del Golan, negoziando accordi di resa con i gruppi di ribelli.

Tali bombardamenti dell’esercito siriano fanno parte dell’offensiva militare lanciata dal governo di Al-Assad il 19 giugno nella Siria sud-occidentale, che comprende le provincie di Daraa e Quneitra, rispettivamente vicine al confine con la Giordania e alla frontiera con le alture del Golan occupate da Israele. Tale offensiva è volta ad ottenere il controllo dell’area strategica, conosciuta come il “triangolo della morte”, la quale collega la campagna meridionale di Damasco con le provincie di Daraa e Quneitra. Tale zona è un baluardo delle milizie ribelli sostenute dall’Iran, compreso il gruppo Hezbollah, motivo per cui lo Israele è molto interessato a mantenere le alture del Golan demilitarizzate e sotto il proprio controllo.

Le alture del Golan costituiscono un altopiano roccioso che si estende per circa 1.800 km lungo i confini tra Israele, Siria, Libano e Giordania. Nel 1967, nel corso della Guerra dei sei giorni, Israele conquistò parte di quel territorio a danno della Siria dalle pendici sud del monte Hermon, fino al lago Tiberiade, in prossimità del confine con la Giordania. Le alture del Golan sarebbero “per legge” appartenenti alla Siria ma, di fatto, sono occupate militarmente ed amministrate da Israele, che le ha annesse unilateralmente al proprio territorio nazionale senza il riconoscimento dell’Onu. Il governatorato di Quneitra, in particolare, nei mesi passati è stato un terreno di scontri tra l’esercito israeliano e le forze del regime siriano a tal punto che, il 27 giugno 2017, l’esercito israeliano aveva dichiarato tale zona “area militare chiusa”, vietandone l’accesso ai cittadini.

A causa delle continue battaglie, l’esercito israeliano ha più volte effettuato incursioni sulle posizioni dell’esercito siriano nel Golan occupato. Israele teme che i movimenti delle forze siriane ed i suoi alleati, soprattutto l’Iran, nell’area, che è sotto il suo controllo dal 1967, possano sottrarre parte del territorio. Nel mese di maggio le forze di difesa israeliane hanno intensificato i pattugliamenti militari sulle alture del Golan occupato. Tale mossa era stata attuata dopo che, il 14 aprile, le autorità israeliane avevano chiuso, per due settimane, il proprio spazio aereo sulle alture del Golan in reazione al lancio di oltre 100 missili da parte di Stati Uniti, insieme a Francia e Gran Bretagna contro tre importanti centri di fabbricazione di armi chimiche in Siria.

Al momento, nel territorio meridionale della Siria, al confine con le alture del Golan occupato, sarebbero in corso scontri tra l’opposizione siriana e l’esercito governativo. Nell’area sarebbe presente anche l’esercito di Khalid ibn Al-Walid, affiliato allo Stato Islamico dal 21 maggio 2016 e attivo nel sud della Siria, che controllerebbe l’area di Yarmuk. Proprio nel territorio a sud di Damasco e, in particolare nel campo profughi di Yarmuk, a Qadam e Hajar Al-Aswad, a partire dal 17 aprile, sono in corso gli scontri tra i soldati governativi, fedeli al presidente siriano, Bashar Al-Assad, e gli estremisti.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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