La Corea del Nord vorrebbe un trattato di pace con gli USA

Pubblicato il 23 luglio 2018 alle 21:27 in Uncategorized

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I negoziati tra Stati Uniti e Corea del Nord dipendono dalla volontà di Washington di fare una “mossa coraggiosa” e di accettare un trattato di pace con Pyongyang, secondo quanto ha affermato un funzionario della Corea del Nord.

Se gli Stati Uniti non sono disposti a sostituire l’accordo di armistizio, che ha posto fine alla guerra di Corea, con una pace permanente,che assicurerà la sopravvivenza del regime, Pyongyang probabilmente non procederà ulteriormente con i colloqui sulla denuclearizzazione, ha aggiunto la fonte. L’istituzione di un trattato di pace giuridicamente vincolante richiederebbe l’approvazione da parte di due terzi del Senato degli Stati Uniti. La Corea del Nord sta facendo pressione sull’amministrazione del presidente americano, Donald Trump, per iniziare a eliminare le sanzioni, secondo il funzionario, in cambio dello stop ai test nucleari e missilistici in atto, dello smantellamento di uno dei loro siti nucleari e del permesso per l’imminente rimpatrio dei resti di soldati degli Stati Uniti dispersi nella guerra di Corea. 
Da parte sua, Trump ha espresso in privato la frustrazione per la mancanza di progressi durante i colloqui, secondo quanto ha riportato un funzionario americano, citato dalla CNN. Tuttavia, il congelamento dei test nucleari è stato percepito come un segnale positivo. Trump ha respinto l’ipotesi di una sua insoddisfazione il 23 luglio, twittando di essere “molto felice” per i progressi con la Corea del Nord, notando la mancanza di lanci di missili e test nucleari negli ultimi mesi. Sia Trump che il suo segretario di stato, Mike Pompeo, hanno invocato pazienza, a partire dal summit storico con il leader nordcoreano Kim Jong Un a Singapore, tenutosi il 12 giugno. Pyongyang e Washington sono tecnicamente in guerra dal 1950 e la loro relazione è stata definita da decenni di sfiducia e accordi falliti. L’incontro di Trump con Kim è stata la prima volta che i leader dei due Paesi si sono incontrati. “Non abbiamo fretta. Non abbiamo limiti di tempo, non abbiamo limiti di velocità, stiamo semplicemente portando avanti un processo, ma le relazioni sono ottime”, ha dichiarato Trump.

Uno degli accordi dell’incontro di Singapore era “lavorare verso una completa denuclearizzazione della penisola coreana”. Pyongyang si è inoltre impegnato a restituire i resti dei soldati statunitensi uccisi durante la guerra di Corea. Un funzionario americano ha dichiarato alla CNN che Washington si aspetta il ritorno del primo gruppo di resti il 27 luglio, anniversario della firma dell’armistizio che ha messo in pausa la guerra di Corea e ha stabilito la zona demilitarizzata che divide le due Coree fino ad oggi. I critici dell’accordo di Singapore affermano che l’accordo tra i due Paesi manca di elementi specifici e non vincola la Corea del Nord a un preciso calendario per la denuclearizzazione o alla rinuncia alle sue attuali armi nucleari. Infatti, il 22 giugno, Trump, ha esteso la durata delle sanzioni imposte contro la Corea del Nord per un altro anno, spiegando che la decisione è stata presa poiché il Paese asiatico rappresenta ancora una minaccia “insolita e straordinaria” per Washington.

Tuttavia, Pompeo e Trump sono fiduciosi nella valenza futura dell’accordo. “E ‘davvero molto semplice. Il presidente Kim ha fatto una promessa e ha dichiarato non solo al presidente Trump, ma anche al presidente della Corea del Sud, che era pronto a denuclearizzare”, ha affermato Pompeo il 20 luglio. Trump e Kim hanno, inoltre, concordato “la costruzione di un duraturo e solido regime di pace nella penisola coreana”, compresa la fornitura di “garanzie di sicurezza” per la Corea del Nord. Pyongyang ha espresso la propria preoccupazione per il fatto che, senza un deterrente nucleare, potrebbe affrontare un tentativo di cambiamento di regime o un’altra azione militare da parte degli Stati Uniti, soprattutto perché i due Paesi sono tecnicamente in guerra.

di Redazione

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