Siria: jet russi e siriani aumentano bombardamenti contro ISIS

Pubblicato il 22 luglio 2018 alle 15:41 in Russia Siria

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I jet siriani e russi hanno aumentato i bombardamenti contro un bastione dell’ISIS lungo il confine israelo-giordano, nella parte meridionale della Siria, mentre i militanti cercano di entrare in aree abbandonate da altri gruppi di ribelli.

Le forze affiliate allo Stato Islamico, trincerate nel bacino di Yarmouk, che confina con l’area delle Alture del Golan occupata da Israele e la Giordania, hanno altresì respinto un attacco a terra da parte dell’esercito siriano e da i suoi alleati. L’area è diventata il principale campo di battaglia della regione, dopo che una vasta offensiva dell’esercito siriano, sostenuto dalla Russia, ha mandato via altri gruppi di ribelli che una volta erano sostenuti da Stati Uniti, Giordania e Stati del Golfo.

L’esercito siriano ha dichiarato che le incursioni aeree e i bombardamenti nel bacino di Yarmouk hanno ucciso “decine di terroristi”, come parte di una campagna che ha come obiettivo distruggere i militanti. L’esercito e i suoi alleati stanno cercando di espandere la loro presenza nei pressi della frontiera del Golan negoziando accordi di resa con i gruppi di ribelli e permettendo loro di spostarsi in aree sotto il controllo dell’opposizione, nel nord della Siria.

Secondo una fonte dell’intelligence, tra 1.000 e 1.500 combattenti dello Stato Islamico stanno resistendo nell’area, nonostante la campagna di bombardamenti, che dura da ormai 10 giorni e ha causato numerose vittime tra i civili. Uno dei residenti dell’area ha dichiarato che i cittadini dei villaggi bombardati si sono messi in salvo in aree sotto il controllo dell’esercito e dei ribelli.

Un’altra fonte, rimasta anonima, ha spiegato che l’ISIS è riuscito a espandere il suo territorio nelle ultime 20 ore, prendendo il controllo di almeno 18 villaggi abbandonati da altri ribelli sotto la bandiera dell’Esercito siriano libero (FSA). Lo Stato Islamico ha approfittato del collasso dei suoi rivali dell’FSA, che considera apostati. I ribelli dell’Esercito siriano libero una volta erano armati dagli Stati Uniti, ma all’inizio dell’offensiva russa e siriana Washington ha comunicato che non sarebbe intervenuta. Nonostante abbia tagliato tutta una serie di aiuti ai ribelli, il governo statunitense ha continuato a fornire armi a coloro che combattono lo Stato Islamico.

I bombardamenti dell’esercito siriano sono parte dell’offensiva militare lanciata dal governo del Paese il 19 giugno nella Siria sudoccidentale, la quale comprende le provincie di Daraa e Quneitra, rispettivamente vicine al confine con la Giordania e alla frontiera con le alture del Golan occupate da Israele. La corrente offensiva del presidente siriano, Bashar al-Assad è finalizzata ad ottenere il controllo dell’area strategica, conosciuta come il “triangolo della morte”, la quale collega la campagna meridionale di Damasco con le provincie di Daraa e Quneitra. Tale zona è un baluardo delle milizie ribelli sostenute dall’Iran, compreso il gruppo Hezbollah, ragion per cui lo Stato Ebraico è tanto interessato a mantenere le alture del Golan demilitarizzate e sotto il proprio controllo.

Dal marzo del 2011, la guerra civile in Siria ha causato circa 465.000 vittime, oltre un milione di feriti e ha costretto circa 12 milioni di persone, corrispondente alla metà della popolazione pre-guerra, ad abbandonare le proprie abitazioni. Il Ghouta orientale, l’area ad est della capitale, Damasco, è stata al centro dell’offensiva delle forze di Assad, ad aprile 2018, in seguito alla quale ci sono stati circa 1.000 morti tra cui 215 bambini e 145 donne. Il 12 aprile, l’intera l’enclave detenuta dai ribelli è stata presa dall’esercito siriano e dalle pattuglie della polizia militare russa, dopo che i gruppi d’opposizione hanno accettato di evacuare la zona. Nel nord della Siria, più precisamente nell’enclave curda di Afrin, sono schierate alcune truppe turche e ribelli siriani alleati pronti a confrontare la milizia curda sostenuta dagli Stati Uniti. Le forze alleate hanno attualmente in mano la città di Afrin, mentre i curdi controllano Raqqa, Qamishli e Hasakah. Le fazioni ribelli hanno recentemente perso il controllo della città di Daraa e alcune aree ad est e ad ovest, riconquistate dalle forze del presidente Assad. Il gruppo anti-regime controlla perciò sempre meno aree lungo il confine con la Giordania e presso le alture del Golan, occupate da Israele.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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