Iran: Stati Uniti lanciano offensiva online per fomentare tensioni

Pubblicato il 22 luglio 2018 alle 14:53 in Iran USA e Canada

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L’amministrazione Trump ha lanciato una offensiva fatta di discorsi e comunicazioni su Internet volta a fomentare le tensioni e aumentare la pressione sull’Iran per mettere fine al suo programma nucleare e al suo sostegno ai gruppi di militanti.

Una serie di attuali ed ex funzionari statunitensi hanno dichiarato che la campagna, sostenuta dal segretario di Stato, Mike Pompeo, e il consigliere per la sicurezza nazionale, John Bolton, ha l’obiettivo di lavorare congiuntamente al  presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha intenzione di soffocare economicamente l’Iran, imponendogli nuovamente dure sanzioni. Queste attività si sono intensificate da quando Trump si è ritirato dal patto sul nucleare del 2015 con l’Iran, noto altresì con il nome di Joint Comprehensive Plan Of Action (JCPOA).

Secondo quanto riferito dai funzionari, la campagna mette i leader iraniani in una cattiva luce, a volte utilizzando informazioni che vengono esagerate o contraddicendo altre dichiarazioni ufficiali, inclusi alcuni commenti delle amministrazioni precedenti. Alcuni esperti hanno dichiarato che l’amministrazione Trump ha altresì esagerato la relazione tra Iran e i militanti talebani dell’Afghanistan e di Al Qaeda, definendoli “co-cospiratori”. La Casa Bianca e il Dipartimento di Stato non hanno rilasciato commenti su tali attività.

Un funzionario iraniano, rimasto anonimo, ha minimizzato la campagna, affermando che gli Stati Uniti cercano di minare il governo del Paese, invano, dalla Rivoluzione Iraniana del 1979. “I loro sforzi falliranno di nuovo” ha aggiunto.

Secondo quanto riportato da Reuters, l’account Twitter in farsi del Dipartimento di Stato, aperto nel 2011 dall’amministrazione Obama, e il sito web ShareAmerica, che si descrive come una piattaforma volta ad accendere dibattiti sulla democrazia e su altri argomenti, hanno pubblicato una serie di post critici nei confronti di Teheran nell’ultimo mese. Inoltre, l’Iran è il soggetto di 4 dei 5 argomenti più letti sul sito, alla sezione “Countering Violent Extremism”. Anche Pompeo, nei suoi post sui social media e nei suoi discorsi, si appella direttamente agli iraniani, alla diaspora del Paese e al pubblico mondiale.

Karim Sadjadpour, un esperto dell’Iran che fa parte del think tank dell’istituto Carnegie Endowment for International Peace, ha dichiarato che la strategia di strangolare economicamente l’Iran e aumentare lo scontento del popolo nei confronti della leadership del Paese potrebbe produrre 2 diversi risultati. Il primo sarebbe la capitolazione, che costringerebbe l’Iran a ridimensionare non solo il suo programma nucleare, ma anche le sue ambizioni regionali. Il secondo risultato sarebbe l’implosione della Repubblica Islamica.

Tuttavia, alcuni funzionari statunitensi e altri esperti hanno avvisato che favorendo le tensioni in Iran, l’amministrazione Trump potrebbe incoraggiare maggiormente il dominio autoritario e una politica estera più aggressiva da parte del Paese, aumentando la possibilità di uno scontro con gli Stati Uniti.

Washington da tempo definisce l’Iran “il maggior Stato sponsor del terrorismo”, poiché Teheran arma e finanzia gruppi quali il libanese Hezbollah. Da parte loro, i leader iraniani insistono sulla distruzione degli Stati Uniti e Israele; inoltre, dai tempi della Rivoluzione Islamica, gli iraniani hanno ucciso centinaia di soldati e diplomatici statunitensi. Tutto ciò ha fornito alle precedenti amministrazioni statunitensi parecchio materiale per intraprendere campagne contro Teheran e mettere in atto alcuni tentativi per cercare di comunicare direttamente con il popolo iraniano. Ad esempio, l’ex presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, aveva stabilito Radio Farda, una emittente che trasmetteva in Iran quelle che venivano definite “notizie oggetive e accurate e informazioni per combattere la censura di Stato e la copertura mediatica basata sull’ideologia del Paese”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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