Iran: militanti uccidono 10 Guardiani della Rivoluzione al confine con l’Iraq

Pubblicato il 22 luglio 2018 alle 9:50 in Iran Iraq

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Alcuni militanti hanno ucciso 10 membri del Corpo delle Guardie della Rivoluzione iraniane durante un attacco sferrato di notte a un avamposto situato al confine con l’Iraq.

L’aggressione, avvenuta nella notte di sabato 21 luglio, è stata riportata dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim, la quale ha spiegato che lo scontro, letale per almeno 10 Guardiani della Rivoluzione, è avvenuto in una regione del Paese, la provincia Marivan, in cui sono particolarmente attivi i gruppi armati dell’opposizione curda. Tasnim ha inoltre citato la dichiarazione rilasciata dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione, in cui si legge che nel combattimento, durante il quale è saltato in aria un deposito di munizioni, sono stati uccisi anche numerosi aggressori “terroristi”. Il funzionario addetto alla sicurezza della provincia in questione, Hosein Khosheqbal, ha riferito all’emittente televisiva statale che a morire sarebbero stati non 10 bensì 11 membri dei Guardiani della Rivoluzione, e ha incolpato dell’attacco il gruppo armato di opposizione curda PJAK, ossia il Partito per la Vita Libera in Kurdistan. “In base alle notizie più aggiornate”, ha spiegato Khosheqbal, “le forze del Basij e delle Guardie della Rivoluzione stanno inseguendo gli aggressori”.

L’aggressione di sabato è stata la più letale, tra le fila delle truppe iraniane, nella regione negli ultimi anni, sebbene la zona sia stata teatro di occasionali scontri tra le forze iraniane e i separatisti curdi, così come pure tra le truppe iraniane e i combattenti islamisti legati allo Stato Islamico.

Durante il mese di luglio, i Guardiani della Rivoluzione hanno reso noto di aver ucciso 3 militanti jihadisti nel corso di un’operazione di sicurezza presso il confine con l’Iraq, e altri 9 militanti estremisti sono stati uccisi dalle medesime forze nel mese di giugno, sempre al confine.

Non c’è molta coordinazione tra le truppe irachene e quelle iraniane in materia di sicurezza, e il confine tra i due Paesi è stato più volte varcato dalle forze ihadiste dello Stato Islamico per penetrare in Iran.

Il ministro dell’Intelligence iraniano, Mahmoud Alavi, giovedì 19 luglio, ha affermato che le forze di sicurezza stanziate nell’Iran sud-occidentale erano riusciti ad arrestare 4 sospetti affiliati dell’ISIS che stavano ordendo un attacco. Nel mese di giugno 2017, i militanti dello Stato Islamico portarono avanti attacchi coordinati contro il palazzo presidenziale di Teheran e contro un mausoleo dedicato al leader rivoluzionario iraniano, l’Ayatollah Ruhollah Khomeini, a sud della capitale. In tale aggressione combinata furono uccise 18 persone.

Il Basij è una forza paramilitare iraniana fondata nel novembre del 1979 per ordine dell’Ayatollah iraniano, Ruhollah Khomeini. Il gruppo paramilitare è direttamente subordinato all’esercito dei Guardiani della Rivoluzione islamica, da cui riceve ordini.

Il Partito per la Vita Libera in Kurdistan (PJAK) è un gruppo messo fuorilegge dall’Iran, e mira a rendersi indipendente e ottenere un governo autonomo dei curdi iraniani; ha legami con i militanti curdi turchi del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) e opera nella regione di confine tra i due Stati, in coordinazione con altri gruppi curdi armati situati nell’Iraq settentrionale.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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