Afghanistan: governo pondera nuova tregua con i talebani

Pubblicato il 22 luglio 2018 alle 10:31 in Afghanistan Asia

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Il presidente afghano, Ashraf Ghani, sta considerando la possibilità di rinnovare una proposta di tregua ai talebani durante la festività musulmana del mese di agosto, replicando così il cessate-il-fuoco senza precedenti del mese di giugno.

La notizia, riferita nella giornata di sabato 21 luglio dal portavoce governativo, Haroon Chakansuri, alimenta le crescenti speranze circa la possibilità di avviare trattative di pace con i talebani. Il governo afghano vorrebbe proporre al gruppo insurrezionale una nuova tregua per la seconda festività estiva musulmana, la īd al-aḍḥā, che quest’anno coincide con il 22 agosto. “C’è la possibilità che la tregua venga annunciata in concomitanza con īd al-aḍḥā”, ha confermato Chakansuri durante una conferenza stampa a Kabul, aggiungendo che ulteriori dettagli faranno seguito nei giorni a venire.

L’inattesa apertura tra il governo e i talebani, che seppure per pochi giorni ha visto manifestazioni di affetto, effusioni e abbracci tra civili e militanti nelle principali strade del Paese, ha avuto inizio il 7 giugno scorso, quando il presidente afghano, Ashraf Ghani, aveva annunciato un cessate-il-fuoco incondizionato con i talebani, in seguito a una sentenza emessa dagli studiosi religiosi a Kabul, tre giorni prima. La tregua è iniziata il ventisettesimo giorno del Ramadan, ossia il 12 giugno, e si è conclusa il quinto giorno di Īd al-fiṭr, il 19 giugno. Il 9 giugno, di rimando, anche i talebani hanno annunciato un cessate-il-fuoco della durata di tre giorni dal 15 al 17 giugno, durante le festività di Īd al-fiṭr. La festività si celebra in concomitanza con la conclusione del Ramadan e rappresenta la maggiore festività del calendario musulmano. Durante tale ricorrenza, le famiglie si fanno visita a vicenda, preparano banchetti e rendono omaggio ai defunti. In passato, i talebani avevano lanciato attacchi e aggressioni anche durante Īd al-fiṭr.

La tregua aveva fatto nascere alcune speranze in previsione della possibile fine dei 40 anni di conflitto in Afghanistan, e il 30 giugno, il presidente Ghani aveva dichiarato la fine del cessate-il-fuoco con i talebani imposto dal suo governo, chiedendo tuttavia agli insorgenti di giungere alle trattive di pace. Poco dopo la fine della tregua, il governo afghano aveva esteso la sospensione delle offensive per altri 10 giorni e aveva annunciato di essere disposto ad istituire un cessate-il-fuoco per un anno nel caso in cui i talebani avessero collaborato. Tuttavia, nonostante i Paesi vicini, i partner internazionali e i movimenti civili afgani abbiano richiesto la pace, i talebani hanno respinto le trattative e hanno ricominciato a lottare in molte aree dell’Afghanistan sin dalla fine del Ramadan. i leader del gruppo insurrezionale, domenica 24 giugno, avevano respinto la proposta del governo e avevano ordinato a tutti i combattenti ribelli di riprendere le operazioni contro “gli invasori stranieri e i loro sostenitori interni”. In seguito all’annuncio di sabato 30 giugno, le truppe afgane, che erano in posizione di difesa, hanno ripreso le loro normali operazioni contro i talebani e contro i militanti dello Stato Islamico, con i quali non era previsto alcun cessate-il-fuoco.

Da quando le operazioni sono state riavviate, decine di soldati e membri di polizia e forze dell’ordine afghane sono stati uccisi, e almeno 14 civili sono rimasti uccisi in un raid aereo condotto nella provincia di Kunduz, nell’Afghanistan settentrionale.

I talebani si sono affermati come gruppo dominante in Afghanistan dopo il crollo dell’Unione Sovietica, alla fine di una guerra civile che ha afflitto il Paese dal 30 aprile 1992 al 27 settembre 1996. Al termine di tale conflitto, essi hanno controllato l’Afghanistan fino al 2001. Dopo essere stati rimossi dal potere, in seguito all’invasione statunitense del 2001 e all’intervento della NATO del 2003, il gruppo estremista ha nuovamente iniziato a lanciare attacchi e offensive al fine di destabilizzare il Paese.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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