Global Slavery Index 2018: Eritrea e Corea del Nord hanno il più alto tasso di schiavitù moderna

Pubblicato il 21 luglio 2018 alle 6:01 in Corea del Nord Eritrea

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Corea del Nord e l’Eritrea sono i Paesi con il più alto tasso di schiavitù moderna.

Lo ha rivelato il report Global Slavery Index 2018, pubblicato dall’organizzazione umanitaria australiana Walk Free Foundation, che ha concentrato la propria ricerca sul modo in cui i conflitti e la repressione effettuata dai governi costituiscono i principali indicatori di un crimine, quale la schiavitù, che coinvolge più di 40 milioni di persone in tutto il mondo. Il sondaggio rende altresì noto che anche il Burundi presenta un alto tasso di schiavitù. “Ognuno di questi tre Paesi presenta numerosi casi di cittadini che sono costretti ai lavori forzati dallo Stato, a beneficio dei governi locali”, ha spiegato Fiona David, ricercatrice della fondazione che ha condotto la raccolta dei dati.

Secondo il documento, l’India possiede il numero più alto di schiavi al mondo, pari a 8 milioni su una popolazione di 1,3 miliardi. Nel 2016, nel Paese erano 18.3 i milioni di persone che vivevano in schiavitù. Il cambiamento nel numero, ha spiegato la fondazione, è stato dovuto alla diversa metodologia utilizzata per raccogliere i dati, che adesso conta le persone che sono schiavizzate in qualsiasi giorni e per qualsiasi periodo di tempo.

Cina, Pakistan, Corea del Nord e Nigeria, invece, si sono affermate come i primi cinque Stati al mondo che possiedono il numero maggiore di schiavi, pari a circa il 60% delle vittime globali. Tuttavia, il regime di Pyongyang possiede, in assoluto, la più alta percentuale di popolazione schiavizzata, con 1 persona su 10 sottoposta a tale pratica. I ricercatori della fondazione hanno intervistato 50 cittadini nordcoreani, i quali hanno rivelato di essere stati sottoposti ad ore interminabili di lavoro forzato, non pagato, in condizioni estremamente precarie. Ciò spetta non solo agli adulti, ma anche ai minori, costretti a lavorare nelle fabbriche e nelle imprese di costruzione. “Queste persone sono semplicemente nate nel posto sbagliato, sono punite per questo”, ha detto una disertrice nordcoreana, Yeon-Mi Park, nel corso di una conferenza presso i quartier generali dell’Onu. Un’altra ha rivelato che i cittadini di Pyongyang non si considerano schiavi, poiché sono stati indottrinati per tutta la loro vita a pensare che qualsiasi cosa facciano per lo Stato sia un’azione buona.

In Eritrea, invece, il report rende noto che il governo ha instaurato un regime repressivo che abusa dei propri poteri per obbligare i cittadini ai lavori forzati. La stessa cosa viene effettuata dalle autorità del Burundi. L’Eritrea ha ottenuto l’indipendenza dall’Etiopia nel 1993. Ad oggi, il Paese del Corno d’Africa, governato dal presidente Isaias Afwerki da 24 anni, non possiede una propria Costituzione. Le violazioni dei diritti umani sono all’ordine del giorno e, spesso, vengono riportati episodi di detenzioni forzate, abusi contro i prigionieri e torture. I media dell’Eritrea non sono altresì liberi e indipendenti. Il Burundi, uno dei Paesi più poveri al mondo, è caratterizzato da una forte instabilità politica. Nell’aprile 2015, quando il presidente Pierre Nkurunziza, in carica dal 26 agosto 2005, ha deciso di rimanere al potere per il terzo mandato consecutivo, violente proteste sono scoppiate in tutto il Paese, costringendo più di 380.000 persone a rifugiarsi negli Stati confinanti, soprattutto in Tanzania. Nonostante la situazione di altissima tensione, il governo del Burundi si è opposto all’invio da parte delle Nazioni Unite di truppe di peacekeeper all’interno dei propri territori per calmare le tensioni. Secondo le organizzazioni umanitarie, i diritti umani vengono violati sistematicamente da parte delle forze governative, le quali hanno il pieno controllo sulla società, ricorrendo a pratiche di tortura e detenzione su larga scala.

Altri Paesi che hanno presentato alti tassi di schiavitù sono la Repubblica Centrafricana, l’Afghanistan, il Sud Sudan e il Pakistan. “La maggior parte di questi Paesi sono teatro di conflitti, con continui infrangimenti della legge e mancanza di sicurezza”, riferisce il report. Con più di un milione di persone che vivono in schiavitù, l’Africa presenta il tasso più alto di ogni altra regione al mondo.

“La schiavitù moderna è uno dei problemi più urgenti”, ha affermato Andrew Forrest, il co-fondatore della fondazione australiana, il quale ha aggiunto che “è necessario fare qualcosa” per cercare di contrastare e limitare tale pratica.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.