Senegal: condannate 13 persone per terrorismo, si ispiravano a Boko Haram

Pubblicato il 20 luglio 2018 alle 9:02 in Africa Senegal

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Una corte senegalese ha condannato 13 persone per aver tentato di stabilire una cellula terroristica nel Paese, sul modello dell’organizzazione jihadista nigeriana Boko Haram.

Uno degli incarcerati è Makhtar Diokhane, ritenuto essere il leader del gruppo, che dovrà scontare 20 anni di reclusione. Il suo avvocato, Alassane Cisse, ha commentato la sentenza dicendo che “la corte è stata molto dura con il suo cliente”, motivo per cui presenterà appello. Oltre ai 13 condannati, anche le mogli di Diokhane sono state trattenute dagli agenti per ulteriori indagini.

Già nel mese di aprile, 30 cittadini senegalesi erano stati messi sotto indagine per il sospetto di appartenenza ad una cellula terroristica che aveva trascorso molto tempo in Nigeria con i militanti di Boko Haram. Nel frattempo, altre 29 persone, di cui 3 donne, sono state accusate di cospirazione criminale relativa al finanziamento del gruppo armato, di riciclaggio di denaro e di atti di terrorismo. Il pubblico ministero ha richiesto la pena capitale per 11 degli accusati e 30 anni di carcere per Alioune Ndao, un imam originario di Kaolack, nel Senegal centrale, ritenuto essere il coordinatore del gruppo. La maggior parte di questi individui erano stati arrestati in Senegal nel 2015 e, secondo quanto emerso dalle indagini, il loro obiettivo era quello di alimentare le violenze anche nei Paesi vicini. Nell’aprile 2017, la polizia senegalese aveva reso noto di aver arrestato 3 sospettati foreign fighter a Dakar legati ad organizzazioni terroristiche. Due di loro, originari del Marocco, erano simpatizzanti dell’ISIS, mentre il terzo, originario della Nigeria, era stato accusato di effettuare attività di reclutamento per Boko Haram.

Boko Haram, attivo in Nigeria dal 2009, ha causato la morte di almeno 20,000 persone, forzando 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case e causando una grave crisi umanitaria. Nel nord-est del Paese 450,000 bambini stanno rischiando di morire di fame. La furia dei jihadisti ha raggiunto anche gli Stati vicini, come il Ciad, il Niger e il Camerun, dove più di 2,000 scuole sono state chiuse. Secondo le stime del governo americano, nel 2015, Boko Haram è stato il terzo gruppo terroristico del mondo per numero di attentati, pari a 491, con un totale di 5450 vittime, secondo soltanto ai talebani e all’ISIS. Le violenze, gli stupri e i sequestri perpetrati dal gruppo nel corso degli ultimi anni sono innumerevoli. In particolare, i jihadisti utilizzano soprattutto donne e bambine che, dopo essere state rapite, vengono costrette dai miliziani a diventare kamikaze.

Il Senegal, Paese dell’Africa occidentale, dopo aver ottenuto l’indipendenza dalla Francia nel settembre del 1960, è riuscito a compiere una transizione democratica pacifica tanto che, ad oggi, viene considerato un modello di democrazia da tutta l’Africa. La sua stabilità ha fatto sì che la autorità di Dakar fossero in grado di organizzare missioni di peacekeeping nella Repubblica Democratica del Congo, in Liberia e in Kosovo.

Finora, il Segenal non ha subito alcun attacco terroristico di matrice jihadista. Tuttavia, il governo di Dakar collabora a stretto contatto con gli ufficiali di sicurezza e delle forze dell’ordine americane per rafforzare le loro capacità investigative e di gestione di eventuali attacchi. La serie di attentati che ha colpito il Mali, la Costa d’Avorio e il Burkina Faso nel 2015 e all’inizio del 2016 ha fatto aumentare l’allerta anche in Senegal, le cui autorità temono di poter subire un attentato. Per tale ragione, il governo di Dakar ha adottato una serie di misure legislative e strutturali per affrontare nel modo più efficace la minaccia posta dall’attività terroristica nella regione. Tali cambiamenti, tuttavia, non sono entrati in vigore fino al 2016. Secondo il Country Report on Terrorism 2016 del governo americano, il problema del terrorismo in Senegal è anche interno, in quanto sono presenti diversi piccoli gruppi che promuovono ideologie estremiste che hanno destato l’attenzione delle autorità.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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