Marocco: smantellata gang criminale coinvolta nei traffici migratori

Pubblicato il 20 luglio 2018 alle 9:41 in Immigrazione Marocco

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L’Ufficio Centrale per le Indagini giudiziarie del Marocco (BCIJ) ha smantellato una gang criminale che produceva documenti di viaggio e di residenza falsi per facilitare l’immigrazione illegale.

Il gruppo, che operava in numerose città marocchine, è stato individuato dalla squadra anti-crimine del BCIJ, il quale ha spiegato che, grazie ad indagini preliminari, due degli arrestati sono stati fermati presso l’aeroporto internazionale di Casablanca mentre tentavano di imbarcarsi su voli diretti in Europa in possesso di documenti falsi. L’operazione ha portato all’arresto di 14 persone, tra cui una donna e un cittadino algerino. Secondo quanto riferito dal BCIJ, sono stati confiscati francobolli di ambasciate straniere e marocchini, passaporti stranieri e locali, documenti di residenza falsi in Marocco e in altri Paesi, e anche macchine per la produzione di soldi contraffatti insieme a soldi, automobili e cellulari. La missione è stata organizzata ed avviata grazie alle informazioni fornite dalla Direzione Generale per la Sorveglianza territoriale (DGST). Le indagini sono ancora in corso per individuare ed arrestare il resto dei membri della banda criminale. Nel 2017, l’Ufficio Centrale per le Indagini giudiziarie ha smantellato diverse gang simili. In particolare, nel dicembre 2017, 9 membri di un’organizzazione criminale sono stati arrestati con l’accusa di aver effettuato rapimenti con riscatto.

Nel frattempo il 19 luglio, l’Interpol, l’Organizzazione internazionale della polizia criminale, ha annunciato di aver posizionato squadre di agenti in 18 porti del Mediterraneo, tra cui due in Marocco, per individuare ed arrestare sospetti terroristi nel corso della stagione estiva. L’operazione, il cui nome in codice è “Neptune”, mira ad assistere le autorità locali ad identificare terroristi stranieri che utilizzano le rotte marittime del Mediterraneo per spostarsi tra il Nord Africa e le coste dell’Europa meridionale. La missione, inoltre, ha l’obiettivo di contrastare anche i traffici di esseri umani, di armi e di droghe. Oltre al Marocco, le squadre dell’Interpol sono state posizionate anche in porti presso Algeria, Tunisia, Spagna, Italia e Francia, con il supporto di Frontex, l’agenzia europea della guardia di frontiera e costiera.

Secondo quanto riferito dall’Interpol, nella prima settimana di attività, Neptune ha portato all’arresto di 4 sospetti foreign fighter e al ritrovamento di un disperso, in seguito a 350.000 ricerche effettuate nel database dell’agenzia europea. Il direttore dell’antiterrorismo dell’Interpol, Patrick Stevens, ha riferito che, mentre la maggior parte del mondo sta focalizzando la propria attenzione sulla sicurezza dei confini terrestri e aerei, potenziali minacce alla sicurezza provengono soprattutto dai confini marittimi. “La questione dell’infiltrazione dei foreign fighter è una delle principali preoccupazioni per l’Interpol, la quale continua a monitorare la partenza ed il ritorno di cittadini dei vari Paesi nelle zone di conflitto: la cooperazione regionale e internazionale non è mai stata essenziale come adesso per combattere il terrorismo ed il crimine transnazionale organizzato. Ecco perché l’operazione Neptune è importante”, ha spiegato Stevens.

Una fonte vicina alla Direzione Generale per la Sicurezza Nazionale marocchina (DGNS) ha specificato che, normalmente, l’Interpol non invia agenti operativi. “Neptune è un’operazione di assistenza tecnica per monitorare i confini marittimi del paese nordafricano”, ha riferito la fonte, spiegando che lo staff dell’agenzia europea agisce come osservatore sul lavoro effettuato dalla polizia di frontiera marocchina presso i porti di Tangeri e Nador. L’Interpol ha inoltre messo a loro disposizione i database per tracciare i jihadisti che rientrano in marocco dalle zone di conflitto.

Nel frattempo, nel corso della settimana passata, il Ministero dell’Interno di Rabat ha dato istruzioni per attuare misure di rafforzamento della sicurezza, alla luce dell’attacco si è verificato l’8 luglio in Tunisia, che ha colpito l’unità di polizia di Gar Dimaou, nella regione occidentale del Paese. Nell’imboscata, condotta durante un regolare controllo di pattugliamento, sono rimasti uccisi 9 membri delle forze di sicurezza tunisine. Le autorità marocchine hanno esortato i propri agenti ad aumentare i livelli di sicurezza in tutto il territorio nazionale, concentrandosi soprattutto sullo scambio di informazioni e di dati con i partner europei. La strategia mira a rafforzare la sicurezza interna e a contrastare ogni attacco che possa compromettere la stabilità del Marocco. Secondo quanto riportato dal quotidiano Morocco World News, domenica 14 luglio, il ministro dell’Interno, Abdelouafi Laftit, ha dichiarato che: “I servizi di sicurezza marocchini hanno intensificato il coordinamento e lo scambio di informazioni con i servizi di sicurezza europei e del Maghreb in merito a possibili minacce terroristiche”. La cooperazione in materia di sicurezza comprende anche una stretta collaborazione con le forze tunisine.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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