Kosovo: Commissione Europea dà il via alla liberalizzazione dei visti

Pubblicato il 20 luglio 2018 alle 11:45 in Immigrazione Kosovo

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Il Commissario Europeo per le migrazioni, gli affari interni e la cittadinanza, Dimitris Avramopoulos, ha dichiarato il 18 luglio, nel corso di una conferenza stampa congiunta con il presidente del Kosovo, Hashim Thaci, che Pristina ha soddisfatto tutti i requisiti richiesti dalla Commissione Europea per la liberalizzazione dei visti. “Dopo anni e mesi di duro lavoro, la Commissione conferma che il Kosovo ha soddisfatto tutti i creteri per la liberalizzazione dei visti. La parola ora spetta al Consiglio e al Parlamento Europeo. Credo realmente che siamo vicini ad un regime di circolazione senza visti per l’intera regione”, ha dichiarato Avramopoulos, aggiungendo che i passi in avanti nella lotta alla corruzione e l’accordo di demarcazione concluso con il Montenegro sono stati decisivi per la decisione dell’organo esecutivo europeo. L’accordo di demarcazione è  un patto concluso da Kosovo e Montenegro per la definizione dei propri confini, concluso il 26 agosto 2015, ma ratificato dal Parlamento kosovaro solo il 21 marzo 2018 a causa dell’opposizione interna.

Nel giugno del 2012 la Commissione Europea aveva presentato al Kosovo la road map delle misure da attuare per l’ottenimento della liberalizzazione dei visti che comporta la possibilità dei cittadini kosovari di muoversi liberamente all’interno del territorio dell’Unione Europea. Tale roadmap comprendeva, oltre alla lotta alla corruzione, misure da attuare relativamente al fenomeno migratorio, alla gestione dei confine, all’ordine pubblico e alla sicurezza, e al rispetto dei diritti fondamentali.

Thaci ha commentato la decisione della Commissione Europea sottolinenando come questo rappresenti un momento storico per la popolazione kosovara la quale ha meritato questo risultato. Il presidente kosovaro ha altresì espresso la speranza che il processo di liberalizzazione dei visti possa concludersi in pochi mesi. A questo riguardo, Sputnik riporta che mentre al Parlamento Europeo sembrerebbe esserci quasi l’unanimità in favore di Pristina, lo stesso non si può dire del Consiglio, dove Spagna, Grecia, Germania, Francia, Olanda e Danimarca considerano prematuro questo passo.

Il presidente del Kosovo ha altresì incontrato a Bruxelles la controparte serba, Aleksandar Vucic, insieme all’Alto Commissario per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, per discutere dell’avanzamento delle negoziazioni per la normalizzazione dei rapporti tra i due Paesi.  Al termine del meeting, Thaci ha affermato che la posizione del suo governo è chiara, ossia le negoziazioni si devono inevitabilmente chiudere con il mututo riconoscimento formale tra i due Paesi. “L’incontro di ieri è stato uno dei più brevi degli ultimi sei anni ed anche il più difficle. Non è facile discutere con Vucic che pensa che il Kosovo sia ancora parte integrante della Serbia. La sua posizione è lontana dalla realtà”, ha commentato il premier kosovaro, affermando al contempo che il raggiungimento di un accordo è possibile. In un breve comunicato, Vucic ha affermato che nonostante le difficoltà, le parti concordano su due cose. “La prima è di continuare il dialogo e cercare di trovare una posizione comune. La seconda è di mantenere la pace e la sicurezza tra Belgrado e Pristina”, recita il comunicato, aggiungendo che la Serbia non riconoscerà l’indipendenza del Kosovo. Le parti hanno concordato di tenere un nuovo incontro nelle prossime settimane.

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di Redazione

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