Israele: nuovi carri armati e vittime

Pubblicato il 20 luglio 2018 alle 10:15 in Israele Medio Oriente

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L’esercito israeliano, giovedì 19 luglio, ha rivelato alcuni dettagli circa un nuovo prototipo di carro armato, sviluppato dallo Stato Ebraico per l’uso in condizioni di guerriglia. Tale dispositivo è il Merkava 4 Barak, teoricamente operativo in 3 anni, e corrisponde all’ultimo modello della serie di carri armati di fabbricazione israeliana, Merkava.

La tecnologia in questione coinvolgerà non solo un serbatoio “a duplice uso”, ma anche alcuni sensori finalizzati a fornire al comandante del velivolo una visione completa dei dintorni. Il modello, dotato di un sistema informatico basato su un’intelligenza artificiale, è progettato per essere una tecnologia sicura in caso di guerriglia. Non è altresì sorprendente che l’esercito israeliano abbia già usato carri armati lungo il confine con Gaza, dove le tensioni sono aumentate significativamente negli ultimi mesi.

A conferma di ciò, nella stessa giornata di giovedì 19 luglio, un palestinese è stato ucciso e 3 persone sono state ferite in un attacco israeliano diretto a sud della Striscia di Gaza. Il gruppo islamista Hamas ha identificato la vittima come un proprio militante, Abdul Kareem Radwan. L’esercito dello Stato Ebraico ha confermato l’attacco aereo, sottolineando che lo scopo dell’offensiva era colpire alcuni militanti di Hamas in procinto di lanciare diversi palloncini incendiari verso il territorio israeliano. Gli aquiloni incendiari, e più di recente i palloncini, sono diventati il simbolo dell’ondata di proteste palestinesi contro il blocco di Gaza. Dall’inizio della Marcia del Ritorno, il 30 marzo, sono stati uccisi almeno 144 palestinesi, inclusi 15 bambini, e sono state ferite più di 12.000 persone. 

I palestinesi sostengono che le loro proteste rappresentino un’ondata di rabbia popolare contro Israele da parte dei rifugiati che avvocano il diritto di ritornare nelle proprie case, dalle famiglie da cui sono stati allontanati o separati 70 anni prima, a causa della fondazione dello Stato di Israele, avvenuta il 14 maggio 1948. Lo Stato Ebraico, dal canto suo, sostiene che le proteste e le manifestazioni siano organizzate dal gruppo islamista Hamas, il quale controlla la Striscia di Gaza e nega al Paese il diritto di esistere.

Israele ha accusato Hamas di aver sobillato le proteste per sviare l’attenzione dei cittadini dai problemi economici e dalla grave carenza di scorte energetiche di cui soffre Gaza, patria di 2 milioni di palestinesi, oltre metà dei quali sono rifugiati di guerra o loro discendenti. A partire da giugno del 2007, lo Stato Ebraico, insieme all’Egitto, ha imposto un blocco terrestre, aereo e marittimo dell’entrata nell’area della Striscia di Gaza governata da Hamas.

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Alice Bellante

di Redazione

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