Arabia Saudita-Spagna: accordo militare per la produzione di 5 navi da guerra

Pubblicato il 20 luglio 2018 alle 13:18 in Arabia Saudita Spagna

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La compagnia di difesa nazionale saudita, Saudi Arabian Military Industries (SAMI), ha stretto un accordo con la società spagnola, Navantia, per la produzione di 5 navi da guerra.

La notizia è stata rilasciata dai media sauditi nella giornata di giovedì 19 luglio, i quali hanno riferito che le nuove imbarcazioni militari verranno consegnate entro il 2022. Secondo quanto riportato da al-Monitor, l’accordo si inserisce in un quadro più ampio delle relazioni militari tra i due Paesi, predisposto nel mese di aprile durante la visita del principe Mohammed bin Salman in Spagna. In tale occasione, l’Arabia Saudita ha concordato di fornire 2.3 miliardi di dollari al Navantia per la produzione delle cinque navi da guerra.

Una coalizione di organizzazioni non governative, tra cui Amnesty International, ha esortato le autorità spagnole a bloccare l’accordo, in quanto sostiene che le nuove imbarcazioni militari verrebbero utilizzate da Riad nella campagna militare in Yemen. Nel Paese mediorientale è in corso una guerra civile dal 19 marzo 2015 tra due fazioni che rivendicano la legittimità del potere: da un lato, gli Houthi, un gruppo zaidita, mentre dall’altro le forze del governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. La situazione è stata resa ancora più complessa dal coinvolgimento delle potenze esterne. L’Arabia Saudita è intervenuta direttamente nel conflitto il 26 marzo 2015, a capo della coalizione araba, che supporta il presidente Hadi. L’Iran, invece, sostiene gli Houthi, inviando segretamente armi al gruppo. Sia la coalizione a guida saudita sia Teheran mirano a stabilire il proprio controllo in Yemen e temono che la fazione avversa stabilisca la propria presenza nel territorio, ampliando così l’influenza sciita o sunnita nella regione.

L’Arabia Saudita è sempre stata uno dei principali importatori dia armi al mondo. Con il passare del tempo, sempre più Paesi hanno cominciato a rifiutarsi di vendere i propri equipaggiamenti militari per via del ruolo del regno saudita nel conflitto in Yemen dove, secondo l’Onu, è in corso una delle peggiori crisi umanitarie globali. Oltre alle epidemie e alla distruzione delle strutture sanitarie, nel Paese circa 22 milioni di persone hanno bisogno di aiuti. Da parte sua, Riad continua a dichiarare di aver rispettato i più alti standard del diritto internazionale umanitario nei bombardamenti contro gli Houthi.

Nonostante le pressioni della coalizione delle ong, la Navantia, essendo in perdita, sembra contare molto sull’accordo stretto con Riad che, secondo quanto riferito dalla compagnia, è stato fase di negoziati per diversi anni. SAMI, inoltre, vorrebbe diventare uno dei principali attori nell’ambito dell’industria della Difesa globale, e accaparrarsi più della metà della spesa militare del regno saudita entro il 2030. L’accordo con Navantia creerà altresì 6.000 posti di lavoro per i prossimi 5 cinque anni. Negli ultimi anni, le imprese spagnole hanno concluso altri due importanti contratti infrastrutturali con Arabia Saudita. Un consorzio spagnolo, Al-Shoula, sta costruendo una ferrovia ad alta velocità attraverso il deserto per collegare le città sante della Mecca e Medina, mentre il gruppo spagnolo di costruzioni FCC guida uno dei tre consorzi che costruiscono un sistema di transito rapido nella capitale saudita.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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