Ungheria abbandona patto sui migranti dell’ONU

Pubblicato il 19 luglio 2018 alle 12:30 in Immigrazione Ungheria

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L’Ungheria non firmerà il Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration, il patto sulla migrazione approvato il 13 luglio da 193 Stati membri delle Nazioni Unite, in quanto giudicato una minaccia ai propri interessi.

Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, in una conferenza stampa il 18 luglio, affermando che il patto è “di parte e non bilanciato”, in quanto favorisce i Paesi di origine della migrazione” e che “cerca di dipingere la migrazione come qualcosa di buono per definizione e come un diritto umano fondamentale, cosa che non è”. L’Ungheria, durante il processo di discussione dell’accordo, ha sostenuto il progetto che prevede l’istituzione di “piattaforme di sbarco” necessarie a controllare i migranti. Tale proposta però ha visto la netta opposizione dei Paesi africani. Rispondendo ad una domanda su tale proposta, il ministro ungherese ha affermato che l’Unione Europea dovrebbe utilizzare i propri fondi e finanziamenti come leva per spingere i Paesi di origine ad accettarlo. “Noi dobbiamo dire: okay, prendi questi soldi, ma a) devi implementare le riforme necessarie ad evitare che la tua popolazione non decida di lasciare il Paese e b) devi lavorare con noi per ridurre la pressione sull’Europa”, ha dichiarato Szijjarto, aggiungendo inoltre che il proprio Paese nutre dubbi sul carattere volontario dell’intesa.

Il Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration è un accordo intergovernativo negoziato in seno alleNazioni Unite, con lo scopo di affrontare il fenomeno della migrazione e le sue sfide a livello globale e per migliorarne la governance. Il processo di sviluppo di tale accordo è iniziato nell’aprile del 2017 e dovrebbe concludersi nel prossimo dicembre, quando i governi si riuniranno per firmarlo. Una tappa importante del processo è stata l’approvazione del 13 luglio da parte di 193 Stati. Tra questi non vi erano gli Stati Uniti, i quali si erano ritirati dall’accordo già nel 2017.

Attualmente l’Ungheria è governata da un partito nazionalista, Fidesz – Unione civica Ungherese, guidato dal Primo Ministro, Viktor Orban, che ha una ideologia fortemente anti migranti che sta portando avanti anche all’interno dell’Unione Europea.Orban ha iniziato, il 18 luglio, una visita di due giorni in Israele, dove incontrerà il Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ed il presidente, Reuven Ravlin. La visita ha spaccato l’opinione pubblica e la politica israeliana, in quanto il primo ministro ungherese è stato accusato di aver alimentato l’anti-semitismo tramite una retorica nazionalista e una campagna contro il miliardario statunitense ebreo, George Soros, per le sue attività a sostegno dei migranti. Tuttavia, Netanyahu considera Orban un importante alleato in Europa, in quanto ha più volte espresso la propria contrarietà a misure dell’Unione Europea contro Israele, come successo in occasione della risoluzione che condannava gli Stati Uniti per lo spostamento dell’Ambasciata in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme. Proprio a questo riguardo, secondo quanto riportato da Ynetnews, il premier israeliano spera di convincere la controparte ungherese a seguire l’esempio di Washington.

 

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di Redazione

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