Nigeria: 8 miliziani di Boko Haram confessano rapimento di Chibok

Pubblicato il 19 luglio 2018 alle 16:32 in Africa Nigeria

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8 sospetti membri di Boko Haram, gruppo militante di matrice islamista attivo in Nigeria dal 2009, hanno confessato di essere stati coinvolti nel noto rapimento delle ragazze di Chibok, avvenuto il 14 aprile 2014 in una scuola secondaria della città. È quanto hanno riferito le Forze di polizia nigeriane, mercoledì 18 luglio, specificando che, nei giorni precedenti, 22 militanti dell’organizzazione erano stati arrestati in diverse località del Paese, nelle regioni di Yobe e Borno. 8 di loro, tra cui uno dei capi, hanno confessato di aver preso parte alla pianificazione e alla realizzazione del rapimento delle 270 ragazze della città di Chibok.

L’episodio aveva causato grande scalpore a livello internazionale, suscitando indignazione ma allo stesso tempo attirando l’attenzione su Boko Haram, uno dei più feroci gruppi terroristici del mondo, terzo, nel 2015, per numero di attentati dopo talebani e ISIS, secondo le stime del governo americano.

In merito ai recenti arresti di sospetti miliziani, il vice commissario di polizia, Abba Kyari, ha dichiarato che: “È stata fatta un’operazione guidata dall’intelligence. Stiamo monitorando i terroristi di Boko Haram da circa 1 anno”. Dall’inizio del 2018, le autorità nigeriane hanno già condannato 2 membri del gruppo a 15 e 20 anni di prigione per il loro presunto ruolo nel rapimento delle ragazze di Chibok. Queste condanne sono parte di una serie di processi di massa in cui sono stati portati in giudizio oltre 1.600 membri dell’organizzazione. I gruppi umanitari hanno criticato lo svolgimento delle udienze in tribunale per la loro natura riservata, con i processi iniziali tenuti a porte chiuse.

Boko Haram, attivo nel Paese africano dal 2009, tenta di instaurare lo Stato Islamico nel nord della Nigeria, popolato in larga parte da musulmani. Il gruppo ha rapito, dal 2014, circa 2.000 ragazze e ragazzi, tra cui molti bambini. Secondo Amnesty International, molti sono stati maltrattati, abusati e usati come militanti o kamikaze. Da quando è iniziata la campagna armata di Boko Haram, circa 30.000 persone sono state uccise e 2.3 milioni sono sfollati. La furia dei jihadisti ha raggiunto anche gli Stati vicini, come il Ciad, il Niger e il Camerun, dove più di 2,000 scuole sono state chiuse. Le violenze, gli stupri e i sequestri perpetrati dal gruppo nel corso degli ultimi anni sono innumerevoli. In particolare, i jihadisti utilizzano soprattutto donne e bambine che, dopo essere state rapite, vengono costrette dai miliziani a diventare kamikaze.

Il 14 aprile 2014, i militanti di Boko Haram rapirono 275 ragazze presso la scuola secondaria di Chibok. Da allora, circa 60 sono riuscite a fuggire, mentre altre sono state rilasciate dopo negoziati. Il 7 maggio 2017, almeno 86 giovani sono state rilasciate, in seguito a lunghe trattative tra il governo di Abuja e i terroristi. Le autorità credono che, al momento, almeno 100 ragazze siano ancora nelle mani dei jihadisti. Il fallimento del governo nigeriano di agire rapidamente per liberare le ragazze ha portato alla nascita di un movimento globale chiamato “Bring Back Our Girls” (Ridateci le nostre ragazze).

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Chiara Gentili 

di Redazione

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