Cina: “false” le accuse americane contro Xi Jinping

Pubblicato il 19 luglio 2018 alle 19:15 in Cina USA e Canada

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La Cina ha definito “scioccanti” e “falsi” i commenti fatti da un alto funzionario della Casa Bianca, che incolpano il presidente cinese Xi Jinping di aver ostacolato i progressi su un accordo per evitare una guerra commerciale.

La dichiarazione è arrivata da Pechino il 19 luglio a seguito delle accuse mosse il 18 luglio da parte di Larry Kudlow, a capo del Consiglio Economico della Casa Bianca. Kudlow ha affermato di ritenere che i funzionari cinesi di grado inferiore desiderano un accordo con gli Stati Uniti, compreso il consigliere economico di Xi Jinping , Liu He, ma che il presidente cinese si è rifiutato di facilitare il dialogo con Washington.

Gli Stati Uniti e la Cina, nell’ultimo mese, hanno imposto dazi per 34 miliardi di dollari l’una rispetto alle importazioni dell’altra, in una crescente controversia commerciale che sta agitando i mercati finanziari. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato ulteriori tariffe a meno che Pechino non accetti di cambiare le sue pratiche riguardo la proprietà intellettuale e i piani di sussidi industriali sull’alta tecnologia.

Interrogata sui commenti di Kudlow, la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, ha dichiarato: “Il funzionario americano competente ha inaspettatamente distorto i fatti e ha fatto accuse fasulle che sono scioccanti e oltre ogni immaginazione”. “Il ribaltamento operato dagli Stati Uniti e la rottura delle promesse sono riconosciuti a livello globale”, ha dichiarato, inoltre, durante un incontro a Pechino. La Cina si è sforzata al massimo per evitare un’escalation degli attriti commerciali, ha affermato la Hua, ribadendo che la Cina non vuole una guerra commerciale, ma non ne ha paura. Pechino ha incolpato Washington per il conflitto commerciale e il ministro degli Esteri cinese ha definito gli Stati Uniti il più grande “assassino della fiducia” nell’economia globale e ha promesso di reagire se questi continuassero ad essere così “ostinati”.

Kudlow ha dichiarato, il 19 luglio, che Xi Jinping stava “trattenendo il gioco”.”Penso che Liu He e gli altri vorrebbero trasferirsi ma non l’hanno fatto”, ha affermato in una conferenza. “Lo stiamo aspettando. La palla è nella sua corte”. La Cina potrebbe porre fine alle tariffe statunitensi “questo pomeriggio, fornendo un approccio più soddisfacente” e prendendo provvedimenti che anche altri Paesi richiedono, ha aggiunto. Anche altri partner commerciali della Cina, inclusa l’Unione Europea, pur non sostenendo le tariffe e la guerra commerciale, hanno criticato le politiche di Pechino in materia di commercio internazionale.

La svolta protezionistica nella politica commerciale americana è in linea con quanto promesso da Trump in campagna elettorale, in termini di “linea dura” nei confronti di Pechino, colpevole, secondo il tycoon newyorkese, di pratiche sleali, compresi il furto di proprietà intellettuale e il trasferimento forzato di tecnologia. La Cina, intanto, invita gli altri Paesi a sostenere il libero scambio a livello globale. Durante una visita in Germania, il 9 luglio, il premier cinese, Li Keqiang, ha firmato accordi commerciali con Berlino per un valore di oltre 23 miliardi di dollari. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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