Trump fa marcia indietro: Mosca potrebbe aver interferito nelle presidenziali del 2016

Pubblicato il 18 luglio 2018 alle 10:33 in Russia USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha fatto marcia indietro sulle dichiarazioni fatte in conferenza stampa, a Helsinki, lunedì 16 luglio, in seguito al vertice con il presidente russo, Vladimir Putin. Nella giornata di martedì 17 luglio, il presidente americano ha spiegato ai giornalisti alla Casa Bianca di essersi “spiegato male” in merito al Russiagate. Quando gli era stato chiesto se credesse a quanto affermato dalle agenzie di intelligence americane, che hanno concluso che Mosca ha interferito nelle elezioni americane del 2016 per facilitare la vittoria del tycoon newyorkese piuttosto che della candidata democratica, Hillary Clinton, Trump aveva risposto: “Non vedo perché la Russia debba essere ritenuta responsabile”. Ma, secondo quanto affermato dallo stesso Trump a più di 24 ore dall’incontro, si è trattato di un errore. “Ho detto la parola “debba” invece di “non debba”. La frase avrebbe dovuto essere “non vedo perché la Russia non debba essere considerata responsabile”. Il leader della Casa Bianca ha aggiunto di avere completa fiducia nelle agenzie di intelligence statunitensi e di accettare le loro conclusioni, rimarcando, tuttavia, che i responsabili dell’interferenza “potrebbero anche essere altre persone”.

Con le sue affermazioni in conferenza stampa, a Helsinki, Trump aveva sorpreso e preoccupato tutto il mondo, inclusi gli Stati Uniti dove, da una parte, le agenzie di intelligence hanno ribadito i risultati delle indagini inerenti al Russiagate, confermando l’ingerenza di Mosca nelle elezioni del 2016, dall’altra, voci provenienti tanto dal Partito Democratico, quanto dal Partito Repubblicano lo hanno accusato di schierarsi con un avversario piuttosto che con il proprio Paese. Trump in effetti non si era limitato a negare il Russiagate, ma aveva anche accusato Washington di anni di “sciocchezza e stupidità” che avrebbero contribuito a logorare i rapporti con Mosca e aveva elogiato Putin, sottolineando la necessità che la casa Bianca e il Cremlino “vadano d’accordo”.

La ritrattazione di Trump, tuttavia, non è bastata a sedare le polemiche emerse in seguito al vertice. Alcuni Democratici, fra cui Adam Schiff, membro dell’Intelligence Committee della Camera, e Chuck Schumer, leader democratico al Senato, hanno respinto la dichiarazione presidenziale del 17 luglio, sostenendo che si è trattato unicamente di un tentativo di “controllo del danno politico” e, in ultima istanza, di un ulteriore “segno di debolezza”. In effetti, secondo il sondaggio Reuters/Ipsos condotto dopo la conferenza stampa, il 55% degli elettori statunitensi ha disapprovato il modo in cui Trump ha gestito le relazioni con la Russia. 

Sul versante dei repubblicani, il leader della maggioranza al Senato, Mitch McConnell, ha chiarito che la Russia non è un amico degli Stati Uniti e ha messo in guardia contro il ripetersi delle ingerenze elettorali nelle elezioni del Congresso di novembre. Non sono mancati, inoltre, deputati che hanno proposto di colpire Mosca con sanzioni ancora più severe rispetto a quelle approvate lo scorso anno, di incrementare la spesa per la sicurezza elettorale e la prevenzione degli attacchi informatici e di adottare risoluzioni che esprimano sostegno per le agenzie di intelligence.

La Russia, da parte sua, ha sempre negato l’interferenza nelle elezioni presidenziali americane del 2016 e Trump ha fatto lo stesso in merito alla collusione. I rapporti fra Washington e Mosca, peraltro, sono complessi non solo a causa del Russiagate. Tensione permane anche a causa delle preoccupazioni del Cremlino circa l’espansione della NATO, dell’annessione russa della Crimea nel 2014 e del sostegno russo al presidente siriano, Bashar al-Assad.

Non è nota, al momento, la reazione del Cremlino alla retromarcia del presidente americano. L’establishment politico e mediatico russo, intanto, saluta il summit come una vittoria per Mosca. Secondo la lettura russa del vertice, a Helsinki, Putin sarebbe riuscito a far naufragare i tentativi dell’Occidente di isolare la Russia.

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Roberta Costanzo

di Redazione

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