Frontex: i flussi migratori del giugno 2018, Spagna supera Italia per numero di arrivi

Pubblicato il 18 luglio 2018 alle 6:01 in Europa Immigrazione

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Nella prima metà del 2018, il numero dei migranti irregolari giunti nei Paesi dell’Unione Europea si è quasi dimezzato rispetto alle stime dello stesso periodo del 2017, registrando una cifra pari a 60.430. Di questi, 50.872 sono arrivati in territorio europeo via mare. Nel mese di giugno, circa 13.100 migranti senza documenti regolari sono stati intercettati nelle principali tratte migratorie verso l’Europa, un numero pari al 56% in meno rispetto al giugno 2017. Secondo quanto riportato da Frontex, l’agenzia europea della Guardia Costiera e di Frontiera, tale diminuzione è stata dovuta alla minore pressione migratoria registrata nella tratta del Mediterraneo Centrale.

Per quanto riguarda la rotta del Mediterraneo occidentale, per la prima volta nel corso degli ultimi anni, è divenuta la tratta più attiva dell’intera area, superando persino quella del Mediterraneo centrale che collega l’Italia alla Libia. Il numero dei migranti che hanno raggiunto la Spagna via mare è aumentato del 166% rispetto al 2017, con quasi 6.400 arrivi nel solo mese di giugno e un totale di 18.016 sbarchi dal primo gennaio al 15 luglio 2018. Ad oggi, la Spagna è il principale Paese di primo approdo dell’Unione Europea per tutti gli stranieri che salpano dalle coste nordafricane. Nella prima metà del 2018 sono state circa 14.700 le entrate irregolari, segnando raddoppiamento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le prime tre nazionalità di migranti giunti in Spagna finora sono marocchina, guineana e maliana.

In merito alla rotta del Mediterraneo centrale, il numero di sbarchi in Italia è diminuito dell’80% rispetto allo stesso periodo di tempo del 2017, con un totale di 17.838 dal primo gennaio al 17 luglio. Nello specifico, nel mese di giugno, sono arrivati in Italia via mare circa 3.000 stranieri, segnando una diminuzione dell’87% rispetto al giugno dell’anno precedente. Al momento, le tre principali nazionalità dei migranti approdati in Italia sono tunisina, eritrea e sudanese. Il ministro degli Interni italiano, Matteo Salvini, sta portando avanti una campagna per vietare alle navi di salvataggio umanitarie di attraccare ai porti italiani. A suo avviso, i Paesi europei dovrebbero trovare un modo per bloccare i migranti prima che lascino l’Africa, oppure inviare le imbarcazioni con a bordo richiedenti asilo indietro, verso i porti dai quali sono partite, inclusi quelli libici. La legge internazionale, tuttavia, afferma che i rifugiati non possono essere rimandati in aree dove le loro vite sono sottoposte a situazioni di pericolo. Sia le Nazioni Unite che l’Unione Europea continuano a sostenere che la Libia non costituisce un territorio sicuro.

Lungo la tratta del Mediterraneo orientale, sempre nel mese di giugno, il numero dei migranti irregolari si è attestato intorno ai 3.600, circa 1/3 rispetto alle cifre del mese precedente. Tuttavia, rende noto Frontex, il numero dei tentativi di passaggio è aumentato a dismisura, con circa 24.300 migranti che, in sei mesi, hanno tentato di oltrepassare i confini turchi per raggiungere la Grecia. Secondo quanto riportato da Ansamed, nell’ultima settimana, il ministero dell’Interno turco ha intercettato 4.306 persone, tra migranti e rifugiati, che cercavano di attraversare le frontiere con l’UE. Di questi, 249 sono stati individuati in mare. Nello stesso periodo sono stati arrestati 105 trafficanti di esseri umani. La maggior parte dei migranti che attraversano tale tratta provengono dalla Siria e dall’Iraq.

Infine, per quanto riguarda la rotta dei Balcani occidentali, le principali vie di accesso all’UE sono state attraverso la Serbia, l’Ungheria e la Croazia, che tuttavia hanno riscontrato una diminuzione nel volume dei flussi. Sono nate tuttavia rotte parallele tramite Albania, Montenegro e Bosnia, che hanno invece riscontrato una maggiore pressione migratoria.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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