Filippine rischiano sanzioni USA per acquisto armi russe

Pubblicato il 18 luglio 2018 alle 18:50 in Filippine USA e Canada

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Le Filippine rischiano di incorrere nelle sanzioni imposte dagli Stati Uniti se procederanno all’acquisto di armi da una società russa, presente nella lista nera americana, come previsto da un accordo tra le due parti. 

Un alto generale filippino, che ha familiarità con la questione, ha dichiarato all’agenzia di stampa Reuters che Manila aveva concordato, nell’ottobre 2017, un acquisto da 7,48 milioni di dollari per 750 lanciamissili a razzo RPG-7B, dall’azienda russa Rosoboronexport, di proprietà statale. Tuttavia, il trasferimento delle armi, deve ancora essere completato. Tale acquisto rischia di mettere a repentaglio la lunga alleanza di Manila con Washington, in materia di sicurezza.

Il 2 agosto 2017, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato il Countering America’s Adversaries Through Sanctions Act (CAATSA), imponendo sanzioni nei confronti della Russia, della Corea del Nord e dell’Iran. Nel dicembre del 2017, l’amministrazione statunitense ha fornito un elenco di individui e organizzazioni nel settore della difesa e dell’intelligence russa per transazioni “significative”, a causa delle quali potrebbero essere imposte sanzioni. La legge è entrata in vigore il 29 gennaio 2018. Da parte sua, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha reso noto che la legge è stata ideata come un deterrente per le imprese e le persone che desiderano concludere accordi con compagnie russe, traducendosi in miliardi di perdite per il settore della difesa russo.

In passato, la Russia ha donato alcuni fucili d’assalto e camion alle Filippine, ma i lanciagranate sarebbero stati il primo acquisto di armi russe da parte di Manila. Le Filippine hanno a lungo fatto affidamento sugli Stati Uniti come principale fonte di hardware e supporto militare, tuttavia, la nuova presidenza di Rodrigo Duterte ha apportato alcuni cambiamenti. Duterte ha vinto le elezioni presidenziali il 9 maggio 2016 con un ampio margine, insediandosi alla presidenza il 30 giugno dello stesso anno. Il nuovo presidente ha incentrato la propria presidenza sulla lotta ai traffici interni di droga e su politiche di indipendenza dagli Stati Uniti, sul fronte estero. Conseguentemente, Duterte ha aperto il Paese al commercio con altre potenze mondiali, come la Cina e la Russia.

Secondo quanto riportato da Reuters, se andrà avanti, l’accordo potrebbe aggiungere tensione a un’alleanza sulla sicurezza durata 70 anni, che Washington ha definito “corazzata”, nonostante il disprezzo del presidente filippino Rodrigo Duterte per il rapporto con l’ex potenza coloniale. Duterte ha, infatti, ordinato all’esercito e alla polizia di impegnarsi con Paesi che non impongono condizioni sulle vendite di armi. Alcuni legislatori statunitensi hanno portato avanti una campagna per bloccare le vendite di 26.000 fucili d’assalto nelle Filippine,  maggio 2017, a causa delle preoccupazioni per le violazioni dei diritti umani della campagna anti-narcotici in atto nelle Filippine. Duterte rinunciò a quell’affare, così come all’acquisto da 233 milioni di dollari di elicotteri canadesi, a causa delle preoccupazioni dei venditori su come questi sarebbero stati usati.

Un funzionario del Dipartimento di Stato americano ha riferito che i governi stranieri e le aziende private sono stati avvisati che “transazioni significative con una delle 39 entità elencate comporteranno sanzioni”. Rosoboronexport è stato inserito nella lista nera ad aprile 2018. Anche gli alleati americani che acquistano armi e attrezzature dalla Russia, il secondo esportatore di armi al mondo, sarebbero penalizzati e potrebbero vedere il trasferimento di quelle armi interrotto. Il funzionario del Dipartimento di Stato ha rifiutato di specificare quali sanzioni gli Stati Uniti potrebbero imporre alle Filippine se l’accordo con Rosoboronexport non verrà cancellato. Un alto funzionario della difesa delle Filippine, che ha chiesto di mantenere l’anonimato perché non era autorizzato a parlare con i media, ha affermato a Reuters che gli Stati Uniti non hanno notificato ufficialmente a Manila le restrizioni su Rosoboronexport. Jose Antonio Custodio, un esperto di sicurezza filippino, ha avvertito che l’accordo russo sulle armi potrebbe influenzare i rapporti di sicurezza di Manila con gli alleati, non solo con gli Stati Uniti, ma anche con il Giappone e l’Australia.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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