Vertice di Helsinki: i risultati principali del summit Trump-Putin

Pubblicato il 17 luglio 2018 alle 10:41 in Russia USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha negato il Russiagate, rifiutandosi di considerare il presidente russo, Vladimir Putin, responsabile dell’ingerenza nelle elezioni presidenziali americane del 2016. Ha altresì accusato Washington di anni di “sciocchezza e stupidità” che avrebbero determinato il logoramento dei rapporti con Mosca e ne ha elogiato il leader, sostenendo la necessità che la Casa Bianca e il Cremlino “vadano d’accordo”. Questi i principali risultati del vertice di Helsinki, tenutosi nel palazzo presidenziale finlandese, lunedì 16 luglio.

La conferenza stampa congiunta fra Trump e Putin a Helsinki, in seguito al loro colloquio privato, e, in particolare, le dichiarazioni del presidente americano hanno suscitato un’ondata di critiche e preoccupazione negli Stati Uniti, anche da parte del Partito Repubblicano. Innanzitutto, con riferimento al Russiagate, quando gli è stato chiesto se credesse a quanto affermato dalle agenzie di intelligence americane, che hanno concluso che Mosca ha interferito nelle elezioni americane del 2016 per facilitare la vittoria del tycoon newyorkese piuttosto che della candidata democratica, Hillary Clinton, Trump ha risposto di non vedere alcuna ragione per cui Mosca avrebbe dovuto intromettersi. “Il Presidente Putin è stato estremamente forte e potente nel negarlo oggi”, ha chiarito il leader della Casa Bianca che, nel negare il Russiagate, ha, di fatto, messoin dubbio i risultati delle agenzie di intelligence americane da cui, immediata è arrivata la replica. “Siamo stati chiari nelle nostre valutazioni sull’ingerenza russa nelle elezioni del 2016 e sui loro continui, pervasivi sforzi per indebolire la nostra democrazia e continueremo a fornire un servizio di intelligence chiaro e obiettivo a sostegno della nostra sicurezza nazionale”, ha dichiarato Dan Coats, direttore dell’intelligence nazionale statunitense, mentre l’ex direttore della CIA, John Brennan, non ha esitato a definire la performance di Trump a Helsinki “sovversiva”.

Preoccupazioni in seguito alla conferenza stampa sono emerse anche nel Dipartimento di Stato e della Difesa, nonché nel mondo diplomatico e nello stesso Partito Repubblicano. In particolare, il senatore repubblicano, John McCain, ha definito l’incontro con Putin un “tragico errore”, mentre la senatrice repubblicana, Lindsey Graham, ha messo in guardia su Twitter sul fatto che “questa risposta del presidente Trump sarà vista dalla Russia come un segno di debolezza e creerà molti più problemi di quanti ne risolva”. Non mancano, tuttavia, voci che supportano il leader della Casa Bianca. Fra queste, il senatore repubblicano, Rand Paul, ha sostenuto Trump, dichiarando di essere assolutamente dalla parte del presidente e di considerare l’intelligence americana “piena di persone di parte”. 

Trump ha poi denunciato la “stupidità” delle politiche di Washington, con particolare riferimento alle indagini sul Russiagate, affermando, in conferenza stampa, di considerare tanto la Russia, quanto gli Stati Uniti responsabili dei “legami poveri” fra Washington e Mosca. Già prima del vertice, peraltro, Trump aveva attribuito la responsabilità dei rapporti difficili con la Russia alle politiche americane, condotte per anni, secondo il presidente americano, con “sciocchezza e stupidità”. In quella occasione, il ministro degli Esteri russo, su Twitter, si era detto d’accordo con l’interpretazione di Trump.

A Helsinki, Putin ha confermato l’importanza che i due Paesi lavorino insieme. Il leader del Cremlino ha elogiato Trump, affermando di aver sperato in una sua vittoria nel 2016 ma negando qualsiasi forma di ingerenza nelle elezioni e definendo le accuse nei confronti di Mosca “prive di senso”. “La Russia non ha mai interferito e non interferirà negli affari interni degli Stati Uniti, comprese le elezioni”, ha chiarito il leader del Cremlino durante la conferenza stampa.

Trump ha infine elogiato il suo omologo russo, specificando di considerarlo un “concorrente”, piuttosto che un “avversario”, e si è astenuto dal criticare pubblicamente la Russia per la questione della Crimea del 2014. In un’intervista rilasciata a Fox News dopo l’incontro e riportata dalla CNN, Trump ha riservato parole positive per Putin, che ha definito “molto, molto forte”, e ha dichiarato che, se prima dell’incontro, le relazioni fra Washington e Mosca erano un “potenziale problema”, il vertice di Helsinki ha rappresentato invece una svolta che migliorerà le relazioni con la Russia. Dopo il summit, peraltro, Trump aveva sottolineato su Twitter la necessità di smettere di concentrarsi esclusivamente sul passato. “Come le due principali potenze nucleari del mondo, dobbiamo andare d’accordo”, ha twittato Trump.

Trump ha fatto rientro a Washington dopo il tour europeo che lo ha portato, prima di Helsinki, a Bruxelles, per il summit della NATO, e nel Regno Unito, dove ha incontrato la regina Elisabetta. Martedì 17 luglio, il presidente americano dovrebbe incontrare i membri del Congresso, secondo quanto riferito dalla Casa Bianca che, tuttavia, non ha fornito ulteriori dettagli.

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Roberta Costanzo

di Redazione

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