UE – Giappone: accordo per il libero commercio

Pubblicato il 17 luglio 2018 alle 21:31 in Europa Giappone

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L’Unione Europea e il Giappone hanno firmato, martedì 17 luglio, un accordo commerciale che creerà la più grande area economica aperta del mondo.

Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Reuters, l’accordo tra i due Paesi, che insieme rappresentano quasi un terzo del PIL mondiale, porterà grandi benefici, ma questi saranno tuttavia sminuiti  in caso di imposizione di ulteriori tariffe da parte del presidente americano, Donald Trump, per esempio sulle importazioni di auto. Da parte loro, i firmatari del nuovo accordo commerciale hanno sottolineato i benefici del patto, in un momento in cui le aziende sono preoccupate che l’aumento delle tensioni commerciali possa influenzare negativamente le esportazioni e l’economia globale.

Una volta che l’accordo sarà pienamente applicato, saranno rimossi circa il 99% delle tariffe applicate alle esportazioni dell’Unione Europea in Giappone, che consistono prevalentemente in beni come formaggio e vino. Di conseguenza, le società europee potrebbero risparmiare fino a 1 miliardo di euro di dazi doganali, secondo le stime della Commissione europea. Tokyo, da parte sua, ha assicurato l’eliminazione delle imposte europee sulle auto giapponesi e sulla maggior parte dei ricambi per automobili. Ridurre tali prelievi e altri ostacoli potrebbe aumentare la produzione economica dell’UE dello 0,8 per cento e il Giappone dello 0,3 per cento nel lungo periodo, secondo i funzionari europei.

Il 6 luglio, un portavoce del Ministero del Commercio cinese ha dichiarato che, con i dazi addizionali del 25% sui altri prodotti cinesi, per un valore di 34 miliardi di dollari, gli Stati Uniti hanno dato il via alla più grande guerra commerciale della storia economica. Il presidente americano ha annunciato le addizionali tariffe statunitensi il 15 giugno e aveva poi minacciato Pechino, il 18 giugno, con ulteriori dazi, per un valore fino a 200 miliardi, sui prodotti cinesi, in caso di ritorsioni da parte della Repubblica Popolare. Gli Stati Uniti stanno, inoltre, studiando un piano per imporre una tassa del 25% sulle importazioni di auto. Quest’ultima influenzerebbe il mercato automobilistico, escluso quello dei ricambi, per un valore di 208 miliardi di dollari, secondo quanto riporta il Peterson Institute for International Economics.

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

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