Nigeria: 23 soldati dispersi dopo agguato di Boko Haram

Pubblicato il 17 luglio 2018 alle 18:06 in Africa Nigeria

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Almeno 23 soldati nigeriani risulterebbero dispersi dopo che i militanti del gruppo terroristico di Boko Haram hanno teso un agguato, sabato 14 luglio, contro un convoglio militare in un villaggio dello Stato del Borno, nel nord-est del Paese. Secondo quanto reso noto dalle forze di sicurezza lunedì 16 luglio, i militari erano stati mobilitati per cacciare gli insorti che minacciavano le aree della foresta di Sambisa e del lago Ciad. Tuttavia, un’imboscata dei jihadisti ha disperso le truppe e molti non hanno fatto ritorno alla base di Maiduguri. Le fonti hanno precisato che solo 3 degli 11 camion schierati nella zona sono tornati dagli scontri. “Non è chiaro cosa sia successo, ma si presume che centinaia di insorti si siano radunati a Boboshe, sulla strada Maiduguri-Konduga-Bama, e abbiano teso un’imboscata ai soldati nigeriani, molti dei quali risultano dispersi”, ha dichiarato all’agenzia di stampa The News Agency of Nigeria una fonte militare rimasta anonima.

Lo scontro tra le truppe nigeriane e i militanti jihadisti si è svolto nella zona di Bama, nello Stato del Borno, il più colpito dal gruppo terroristico di Boko Haram. Bama, che si trova a circa 60 chilometri a sud-est della capitale del Borno, Maiduguri, è stata tenuta sotto il controllo di Boko Haram da settembre 2014 a marzo 2015.

Da quando il gruppo ha cominciato le sue offensive, nel 2009, più di 30.000 persone sono state uccise e circa 2.6 milioni di cittadini hanno dovuto abbandonare le loro case. La rivolta, cominciata nel nord-est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere Niger, Ciad e Camerun, causando una grave crisi umanitaria nella regione. Per combattere i ribelli, i 4 Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una Task Force multinazionale congiunta (MNJTF). Nel maggio 2018, il rappresentante speciale dell’Africa occidentale all’ONU, Mohammed Ibn Chambas, aveva lodato l’iniziativa regionale volta a combattere il terrorismo, ma aveva chiarito che questa non bastava a indebolire il gruppo jihadista, che è ancora lontano dall’essere sconfitto.

Boko Haram, che da quasi 10 anni conduce una campagna armata nella Nigeria nordorientale, è solito sferrare le sue offensive attraverso l’impiego di kamikaze che vengono fatti esplodere in luoghi affollati, come piazze e mercati. Questo è il metodo comunemente utilizzato dall’organizzazione jihadista, la quale utilizza soprattutto donne e bambine che, dopo essere state rapite, vengono costrette a diventare terroriste suicide. Tuttavia, anche gli scontri tra i militanti e l’esercito sono frequenti. A febbraio, i soldati di Abuja erano riusciti a liberare una base del gruppo nella foresta di Sambisa, a Sabil Huda, conosciuta per essere l’ultimo nascondiglio dei terroristi. Nel corso delle operazioni, gli agenti nigeriano avevano catturato 46 militanti e avevano distrutto i campi di addestramento dei terroristi. 

Il governo nigeriano aveva dichiarato, il 25 dicembre 2016, che i militanti di Boko Haram erano stati vinti dall’esercito del presidente, Muhammadu Buhari. Tuttavia, l’1 gennaio 2017, il gruppo terroristico aveva smentito la sconfitta tramite la pubblicazione di un video online. Nel gennaio 2018, Buhari ha ammesso che “nemmeno le migliori forze di polizia potrebbero sventare determinati attacchi criminali”. Il 26 marzo, il Ministero dell’Informazione ha riferito che il governo di Abuja stava negoziando con Boko Haram per tentare di mettere fine alle ostilità e raggiungere un cessate il fuoco. Nonostante ciò, nel Paese continuano a verificarsi attentati sparsi.

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Chiara Gentili 

di Redazione

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