Libia: 8 migranti, tra cui 6 bambini, morti asfissiati in un camion-container

Pubblicato il 17 luglio 2018 alle 11:20 in Immigrazione Libia

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Otto migranti, tra cui 6 bambini, una donna e un uomo, sono morti soffocati dalle esalazioni di benzina nascosti all’interno di un camion-container per la congelazione del pesce, mentre altri 90 sono stati soccorsi e trasferiti all’ospedale di Zuwara.

La direzione della sicurezza locale ha reso noto che il camion è stato rinvenuto grazie ad una segnalazione, secondo cui un veicolo sospetto stava sostando vicino al complesso del gas Mellita di Zuwara. Subito dopo, una volante è andata a controllare, trovando 100 migranti all’interno del camion, tra cui 8 morti. “Gli stranieri provengono dall’Africa, dal Medio Oriente, dal Pakistan e dal Bangladesh”, ha riferito il comunicato ufficiale della direzione di sicurezza, aggiungendo che sono in corso indagini per arrestare i trafficanti responsabili dell’incidente.

La città di Zuwara, situata sulla costa ad ovest di Tripoli, era stata una dei principali snodi per i trafficanti di esseri umani che operano nel Paese nordafricano, fino all’agosto 2015, quando si verificò un naufragio che causò la morte di più di 200 persone. Tuttavia, ancora oggi costituisce un luogo dove i trafficanti radunano i migranti prima di farli imbarcare alla volta dell’Europa. Lo scorso 4 maggio, Medici Senza Frontiere (MSF) ha denunciato il centro di detenzione della città libica, dove erano chiusi circa 800 migranti in condizioni precarie. Secondo il comunicato dell’organizzazione umanitaria, la maggior parte degli stranieri era intrappolata nella struttura da più di cinque mesi. Il centro, come tutti gli altri che sono governati dall’autorità di Tripoli, ospita migranti che sono stati fermati per le strade o intercettati dalla guardia costiera libica mentre cercavano di attraversare il Mediterraneo.

Nel frattempo, l’Unione Europea ha respinto la richiesta del ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini, di considerare la Libia un porto sicuro. “Nessuna operazione europea o nave europea fa sbarchi in Libia perché non la considerano un porto sicuro, è una decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo, è una valutazione puramente giuridica, sulla quale non c’è una decisione politica da prendere”, ha precisato l’Alto Rappresentante dell’UE, Federica Mogherini. Per tutta risposta, il capo del Viminale ha commentato: “L’UE vuole continuare ad agevolare gli scafisti? O si cambia, o agiremo da soli!”.

Da quando il regime dittatoriale di Muammar Gheddafi è stato rovesciato, nell’ottobre 2011, la Libia non è mai riuscita a compiere una transazione democratica. Il potere politico è ancora diviso in due governi: il primo a Tripoli, appoggiato dall’Onu e dall’Italia; il secondo a Tobruk, sostenuto da Russia ed Egitto. I trafficanti di esseri umani, da tempo, stanno traendo vantaggio da questa situazione di instabilità politica ed economica, con il risultato che i migranti sono vittima di abusi continui, venendo catturati per poi essere costretti ai lavori forzati.

L’Ambasciatore italiano a Tripoli, Giuseppe Perrone, martedì 17 luglio, ha reso noto che l’Italia fornirà un sostegno urgente ai comuni libici colpiti dai traffici di esseri umani, nell’ambito dell’iniziativa Solidarity Bridge, lanciata alla fine di gennaio per assistere le autorità tripoline.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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