Kurz: stop alle negoziazioni con la Turchia

Pubblicato il 17 luglio 2018 alle 8:43 in Austria Europa

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Il cancelliere austriaco, Sebastian Kurz, ha affermato, il 15 luglio in un’intervista rilasciata al quotidiano greco Kathimerini, che secondo la lui l’Unione Europea dovrebbe porre fine alle negoziazioni con la Turchia. “Negli ultimi anni la Turchia si è allontanata dall’Europea e dai valori europei”, ha dichiarato Kurz, affermando però al contempo che l’Austria rimane comunque favorevole allo sviluppo di una relazione “onesta” con Ankara.

Le negoziazioni con la Turchia sono state aperte ufficialmente nel 2005, tuttavia, non sono ancora giunte a conclusione per via della mancata soddisfazione dei criteri relativi al rispetto dei diritti umani richiesti da Bruxelles..

Il cancelliere austriaco ha altresì espresso soddisfazione per il raggiungimento dell’accordo, firmato il 17 giugno, tra la Grecia e l’Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, per il cambiamento del nome di quest’ultima in Repubblica della Macedonia del Nord, elogiando gli sforzi diplomatici di entrambe le parti. In quest’ambito ha ribadito l’importanza che l’Unione Europea si estenda nella regione dei Balcani occidentali. “Per l’Austria la regione dei Balcani occidentali è la maggiore priorità nella politica estera ed europea, così come lo è per la nostra presidenza del Consiglio Europeo”, ha dichiarato Kurz, aggiungendo che la previsione per i Paesi balcanici una onesta e credibile strada verso l’organizzazione andrebbe a soddisfare anche gli interessi degli Stati europei.

Il leader austriaco si è espresso, inoltre, a favore della normalizzazione dei rapporti tra l’Unione Europea e Mosca, sostenendo che non si possa creare una pace duratura in Europa senza la Russia, ed ha aggiuntoche una graduale riduzione delle sanzioni europee potrà essere realizzata solo in caso di progressi nell’attuazione degli Accordi di Minsk, firmati il 5 settembre 2014 per porre fine alla guerra nell’Ucraina orientale. Il conflitto era scoppiato ad inizio 2014, in seguito alla rivolta della popolazione contro l’allora presidente dell’Ucraina, Viktor Janukovic, determinata dalla decisione di questi di sottoscrivere un accordo di associazione con Mosca invece che con l’Unione Europea, e aveva comportato l’invasione della Crimea da parte della Russia.

Rispondendo ad una domanda sulla possibile chiusura dei confini austriaci con gli altri Stativicini in relazione alla questione dei migranti, il cancelliere austriaco ha affermato di aver reso chiaro che, nel caso delle frontierecon la Germania,l’Austria non accetterà alcuna misura tesa ad opprimerla. Il 2 luglio, l’Unione Cristiano-Democratica tedesca della cancelliera, Angela Merkel, e l’Unione Cristiano-Sociale tedesca del ministro dell’interno, Horst Seehofer, avevano raggiunto un accordo sulla gestione dei migranti. Secondo tale intesa, gli stranieriche avevano già presentato domanda di asilo in altri Paesi membri dell’Unione Europea sarebbero stati tenuti nei centri di transito al confine, mentre la Germania avrebbe negoziato accordi bilaterali per il loro ritorno. I centri di transito, come le zone “airside” negli aeroporti internazionali, sarebbero stati considerati, ai fini dell’immigrazione, come territorio non tedesco, rendendo più facile l’espulsione dei rifugiati. In risposta a tale accordo, il governo austriaco aveva pubblicato, il 3 luglio, un comunicato nel quale criticava l’accordo raggiunto in Germania ed aveva specificato che qualora esso si fosse tradotto in azione concreta da parte del governo tedesco, l’Austria avrebbe adottato tutte le misure necessarie per prevenire eventuali svantaggi per la propria popolazione e per proteggere i propri confini, soprattutto quelli meridionali con Italia e Slovenia.

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di Redazione

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