Turchia: probabile acquisto del sistema di difesa russo, rischio per la NATO

Pubblicato il 16 luglio 2018 alle 6:00 in NATO Turchia

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Le intenzioni della Turchia di comprare il missile di difesa russo S-400 doterebbero i noti caccia F-35 usati dalla NATO, finora capaci di eludere i radar, di un’arma usata da “noti nemici” dell’alleanza militare, aumentando il rischio di intercettazioni, secondo il generale delle Forze aeree statunitensi in Europa.

Il generale Tod Wolters, nonché comandante aereo alleato della NATO, ha riferito a Reuters che la questione è preoccupante, ma che per il momento sta lavorando per mantenere stretti legami militari con la Turchia, membro della NATO. “Qualunque cosa sia in grado di fare un S-400, se ci costa una migliore conoscenza da parte sua delle capacità degli F-35, non è certamente un vantaggio per la coalizione”, ha affermato Wolters, il quale si era recato in Gran Bretagna, a Londra, in occasione di una conferenza di comandanti aerei, e presso il Royal International Air Tattoo di RAF Fairford.

Gli ufficiali americani e quelli in seno alla NATO intendono evitare che il sistema di difesa messo a punto dalla Russia possa raccogliere informazioni circa i caccia Lockheed Martin F-35, tanto più adesso in quanto questo tipo di jet si sta diffondendo in tutta l’Europa. La Norvegia, il Regno Unito e l’Italia avranno in totale 40 F-35 in Europa entro la fine dell’anno, e altri 24 verranno consegnati nel 2019. Anche i Paesi Bassi si doteranno di due F-35, in base a quanto ha reso noto un portavoce delle Air Force statunitensi. La volontà turca di comprare il sistema di difesa missilistica e quello di difesa anti-aerea dai russi hanno creato preoccupazioni anche a Washington, e i legislatori statunitensi stanno cercando modi per impedire che Ankara giunga in possesso dei caccia F-35, usati dalla NATO.

Un importante ufficiale americano, nel mese di giugno, aveva sostenuto che la Turchia fosse un alleato chiave dell’alleanza militare, ma che il suo acquisto di F-35 avrebbe costituito un rischio, e Ankara sarebbe andata incontro a sanzioni se avesse continuato la compravendita del sistema russo S-400. Ankara ha ricevuto il suo primo F-35 presso l’impianto di Lockheed, in Texas, nel mese di giugno, sebbene il caccia in questione per il momento resterà negli Stati Uniti per l’addestramento.

David Deptula, un generale delle forze aeree e consulente industriale adesso in pensione, ha affermato: “I turchi devono fare una scelta. O stanno dalla parte della NATO, o devono muoversi in direzione della fazione russa in termini di difesa”. Secondo Deptula, la NATO non integrerà mai un sistema S-400 nel proprio sistema integrato di difesa aerea, poiché ciò permetterebbe al sistema messo a punto dai russi di raccogliere informazioni e dati circa le tattiche operative usate dall’alleanza, e tali procedure potrebbero essere trasmesse ad altri utenti.

Anche la presenza di un F-35 in funzione nei paraggi permetterebbe al sistema S-400 di ricavare informazioni-chiave inerenti al raggio di rilevamento e ad altre caratteristiche del velivolo, minando potenzialmente ogni elemento di sorpresa.

Wolters ha affermato che la NATO è preoccupata di “quando, per quanto tempo e a quali distanze” i propri F-35 possano entrare in contatto con i sistemi russi. “Tutti questi dettagli devono ancora essere determinati. Ciò che sappiamo, al momento, è che ci si pone una sfida”. Nonostante ciò, Wolters ha ribadito che i suoi contatti con le forze aeree turche restano ben saldi, nonostante la disputa sugli S-400 e sulle potenziali minacce alla sicurezza dell’alleanza militare. “Allo stato attuale, tutte le conversazioni inerenti a tale questione non hanno minato per nulla la forte relazione che intratteniamo con le forze aeree turche, né la grande alleanza che le nostre due nazioni condividono”, ha spiegato Wolters, concludendo: “Vogliamo assicurarci che stiamo continuando su questo sentiero”.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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