Afghanistan: manifestazioni a Kabul, sventato attacco kamikaze

Pubblicato il 16 luglio 2018 alle 19:50 in Afghanistan Asia

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Alcuni manifestanti dal nord del Paese si sono riuniti a Kabul lunedì 16 luglio e hanno chiesto l’immediato rilascio del capo della polizia, Nizamuddin Qaisari, e il ritorno del primo vicepresidente in esilio, il generale Abdul Rashid Dostum.
I sostenitori di Dostum manifestano da due settimane nella provincia nord orientale dell’Afghanistan di Faryab, in cui era operativo Qaisari. Il generale Dostum si trova in esilio in Turchia ed è stato accusato di crimini di guerra, tortura e violenza nei confronti di avversari politici. Le proteste da parte della popolazione locale, che sostiene Dostum, hanno raggiunto la capitale afghana, Kabul, il 16 luglio. Qui i manifestanti hanno avvertito il governo che, se non risponderà  alle loro richieste, questi boicotteranno le elezioni e formeranno un proprio governo autonomo nel nord del Paese. 

Secondo quanto riportato da Tolo News, durante le proteste, sono stati scanditi slogan che chiedevano alle organizzazioni per i diritti umani e alla comunità internazionale di incoraggiare il governo a risolvere la crisi del Paese. “Se esiste un governo di unità nazionale, il primo vicepresidente deve essere presente”, ha dichiarato un manifestante, Mohammad Zaman. “Sono quattordici giorni che la gente sta protestando ma (il presidente Ashraf) Ghani non ha dato risposte; la comunità internazionale e le organizzazioni per i diritti umani devono ascoltare le nostre voci e agire”, ha aggiunto Farid, un altro manifestante. “Dichiareremo il nostro governo indipendente e le altre province avvieranno anche le proteste”, ha minacciato ancora un altro manifestante, Mohammad Haroon”. 

Nel frattempo, un attentatore ha sparato sulla folla nei pressi della manifestazione, sempre nella giornata di lunedì 13 luglio, e la successiva detonazione del kamikaze ha disperso i manifestanti di Kabul. La polizia di Kabul ha riferito che il kamikaze aveva pianificato di prendere di mira la manifestazione, ma è stato ucciso a colpi di arma da fuoco prima di raggiungere la posizione dopo che le forze di sicurezza lo hanno individuato. “Parti del suo giubbotto suicida sono esplose e l’attentatore è rimasto gravemente ferito ed è stato trasferito in ospedale”, ha riferito il portavoce della polizia, Hashmat Stanikzai.
Qaisari, che è anche uno stretto collaboratore del vicepresidente in esilio Dostum, è stato arrestato dopo aver denunciato e insultato alcuni funzionari governativi. I residenti di Faryab sono poi scesi in strada per protesta contro l’arresto e le proteste si sono poi diffuse in tutte le province del nord e del nord-est. Il presidente Ashraf Ghani ha dichiarato domenica 15 luglio che le possibilità che Dostum torni in Afghanistan sono alte. Il giorno prima, l’ambasciatore turco in Afghanistan, Oguzhan Ertugrul, ha riferito a Kabul che sono in corso colloqui sul ritorno di Dostum.

Queste osservazioni sono arrivate anche sulla scia del viaggio del secondo vicepresidente afghano, Mohammad Sarwar, in Turchia, dove ha avuto colloqui con il generale Dostum. Dostum ha lasciato l’Afghanistan per la Turchia a seguito di  accuse di violenze ai danni di Ahmad Eschi, l’ex governatore della provincia del Jawzjan, sempre nel nord del Paese, ed ex membro del Movimento nazionale islamico dell’Afghanistan. Gli stretti collaboratori di Dostum sostengono che il governo ha impedito al generale di tornare nel Paese. Tuttavia, in seguito all’aumento delle proteste a Faryab sulla questione di Qaisari e alle continue manifestazioni nel nord, il governo sta ora discutendo con Dostum su un suo probabile rientro in Afghanistan. 

 

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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