UE in Libia per riaprire la missione diplomatica nel Paese

Pubblicato il 15 luglio 2018 alle 16:06 in Europa Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Federica Mogherini, l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, si è recata in visita nella capitale libica, Tripoli, per riaprire la missione di assistenza di frontiera e ristabilire la presenza diplomatica dell’Unione Europea nel Paese.

La Mogherini ha incontrato il capo del Governo di Accordo Nazionale sostenuto dalle Nazioni Unite, il primo ministro Fayez al-Sarraj e il ministro degli Esteri, Mohamed al-Taher Siala, oltre all’inviato dell’ONU in Libia, Ghassan Salamé.

“La nostra presenza qui da oggi in poi sarà molto più regolare. Ho avuto un ottimo colloquio con il presidente al-Farraj, abbiamo discusso del supporto che l’Unione Europea sta dando alla Libia e al suo popolo” ha spiegato la Mogherini. “Quando si parla di aiuti umanitari e di cooperazione per lo sviluppo, siamo i primi partner per la Libia, oltre ad essere il primo partner economico del Paese. Con il presidente abbiamo discusso non solo del supporto politico che l’UE sta fornendo al processo politico libico, ma anche dei preparativi per le elezioni e di nuovi progetti” ha aggiunto la funzionaria. La Mogherini ha altresì discusso dell’addestramento della guardia costiera libica e del desiderio di aumentare i confini di terra del Paese.

“Il ritorno dei funzionari dell’UE in Libia rafforzerà ulteriormente la cooperazione con il governo, le autorità locali e le Nazioni Unite” ha dichiarato il blocco europeo in una dichiarazione rilasciata sabato 14 luglio dopo l’incontro fra le due parti.

A maggio, i leader libici rivali hanno stretto un accordo sponsorizzato dalla Francia per andare al voto entro la fine del 2018, ma ci sono ancora una serie di insicurezze sulla possibilità che le elezioni avvengano.

L’Unione Europea aveva spostato la sua delegazione libica a Tunisi, nel 2014, poiché il Paese si trovava nel caso dopo le tensioni e le proteste che, nel 2011, rovesciarlo l’allora dittatore della Libia, Muhammar Gheddafi. L’UE è ansiosa di veder tornare la stabilità in Libia, così che la situazione possa aiutare a fermare i flussi di migranti africani che partono dalla Libia e attraversano il Mar Mediterraneo nel tentativo di raggiungere il territorio europeo.

Il 28 giugno, i 28 leader europei di sono accordati per considerare la creazione di una serie di “piattaforme di sbarco” all’esterno del loro territorio e più probabilmente nell’Africa del nord, così da scoraggiare i migranti a intraprendere i viaggi nel Mar Mediterraneo. I gruppi umanitari hanno criticato la possibilità di inviare i richiedenti asilo in Libia, dove la situazione è caotica e i rifugiati hanno già affrontato abusi, sfruttamenti e traffico di persone.

Durante la dittatura di Gheddafi, migliaia di migranti avevano attraversato la Libia per imbarcarsi nel Mediterraneo e raggiungere l’Europa. Il flusso di richiedenti asilo s’impennò dopo la caduta e l’uccisione del dittatore libico, avvenuta il 20 ottobre 2011. Da allora, i trafficanti cominciarono a sfruttare la situazione di caos in Libia per inviare centinaia di migliaia di persone, ogni anno, verso l’Italia. La Libia non è mai riuscita a compiere una transazione democratica. Attualmente, nello Stato esistono due governi rivali. Il primo, sostenuto da Stati Uniti e Italia, si trova a Tripoli ed è stato creato dall’ONU il 30 marzo 2016. Il secondo è a Tobruk ed è protetto da Russia, Egitto ed Emirati Arabi Uniti. A ciò si aggiunge che, nella città di Tripoli, il governo di accordo nazionale, stabilito dall’ONU il 30 marzo 2016, è costretto a scontrarsi continuamente con un secondo governo, guidato da Khalifa Al-Ghuwail e sostenuto dal Qatar, che rivendica la legittimità politica.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.