Slovenia: 19 luglio scadenza per la formazione del governo

Pubblicato il 14 luglio 2018 alle 6:30 in Europa Slovenia

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Il presidente sloveno, Borut Pahor, ha posto il 19 luglio come scadenza per la formazione del governo da parte del Partito Democratico Sloveno che era risultato essere il più votato alle elezioni del 3 giugno. Se il suo leader, Janez Jansa, non dovesse riuscire a raggiungere un’intesa con le altre forze politiche, il presidente affiderà un mandato di esplorazione al capo del secondo partito più votato, ossia la Lista di Marjan Sarec.

Alle elezioni il Partito Democratico aveva ottenuto 25 dei 90 seggi disponibili in Parlamento, per mezzo di una campagna elettorale dai caratteri fortemente anti immigrazione e populisti. Attualmente, Jansa ha l’appoggio del partito conservatore Nuova Slovenia (NSI) e del Partito Nazionalista Sloveno. La combinazione di tali forze permetterebbe di arrivare ad un totale di 36 seggi, che non garantiscono però la maggioranza nell’organo legislativo. Gli altri sei partiti che hanno ottenuto l’accesso al Parlamento hanno dichiarato la propria indisponibilità a collaborare con il primo partito del Paese. Dopo il meeting con il presidente, Jansa ha dichiarato che avrebbe inviato un invito per delle consultazioni a tutti i partiti.

Intanto la Lista di Marjan Sarec sta tenendo alcuni discorsi informali con il Partito Nazionalista e con altri quattro partiti di centro sinistra per la creazione di una coalizione con 50 seggi parlamentari.Se nessuno dovesse riuscire a formare una maggioranza, il 23 luglio Pahor informerebbe il Parlamento della mancata nomina di un Primo Ministro, concedendo al contempo 14 giorni per la nomin dei candidati a ricoprire la carica.

“Sarec sembra più vicino a formare una maggioranza rispetto a Jansa, ma una coalizione di sei partiti non sarebbe stabile”, ha affermato un analista politico, Borut Hocevar, a Reuters, aggiungendo che vi è anche la possibilità di elezioni anticipate. Anche lo speaker del Parlamento, Matej Tonin, aveva evidenziato, il 28 giugno, che la possibilità che si formi una coalizione è molto bassa. Tonin è stato eletto speaker, il 22 giugno, grazie al sostegno della Lista di Majan Sarec, dei Socialdemocratici, del Partito del Centro Moderno, del Partito dei Pensionati, del Partito di Alenka e del partito Nuova Slovenia.

Il presidente ha comunque fatto un appello a tutti i partiti affinché si rendano disponibili a discutere con il partito di Jansa per “creare un ambiente basato sulla cooperazione piuttosto che sull’esclusione”. Vi sono al momento alcune urgenze che dovranno essere affrontate dal futuro governo, ossia la privatizzazione della più importante banca del Paese, Nova Ljubljanska Banka (NLB) e la riforma dei sistemi sanitario e pensionistico.

Intanto, Matej Tonin ha annunciato che il 18 novembre si terranno le elezioni locali. Circa 1.7 milioni di elettori saranno chiamati alle urne per eleggere i sindaci ed i consigli di 212 comunità locali.

 

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di Redazione

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