Corea del Sud: convocati funzionari russi per incursione aerea

Pubblicato il 14 luglio 2018 alle 11:40 in Corea del Sud Russia

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La Corea del Sud, sabato 14 luglio, ha convocato un funzionario dell’ambasciata di Mosca per esprimere “rammarico” riguardo l’incursione condotta da 2 aerei da guerra in una zona di identificazione di difesa aerea sudcoreana, e per appurare che ciò non si ripeta in futuro.

La Corea del Sud, nella giornata di venerdì 13 luglio, ha reso noto che la propria aviazione militare ha codificato e intercettato 2 jet bombardieri russi che volavano dentro una zona di identificazione di difesa aerea, infrangendola per ben quattro volte nell’arco della giornata. Secondo quanto riferito dal Ministero della Difesa russo, i due velivoli in questione, ossia i bombardieri TU-95, stavano venendo scortati da jet caccia Su-35 sopra le acque internazionali del Mar del Giappone, del Mar Giallo, e di alcune parti orientali dell’Oceano Pacifico. L’esercito della Russia ha spiegato che a scortarli, per alcune parti del viaggio, sono stati i caccia coreani F-15 e F-16, e alcuni aerei da guerra giapponesi, gli F-2A.

Il Ministero degli Esteri sudcoreano ha convocato un diplomatico russo di vecchia data per “esprimere il suo rammarico ed esortarlo affinché non succedano nuovamente simili incidenti”, ha informato la dichiarazione ministeriale. Il Ministero ha altresì messo in chiaro che “l’ingresso nella zona di identificazione di difesa aerea sudcoreana da parte dell’aviazione militare russa non aiuterà mai a stabilizzare la penisola coreana, né l’Asia nord-orientale in generale” e ha avvertito che “non si può escludere una collisione a mezzaria”.

Per zona di identificazione di difesa aerea (in inglese: Air Defense Identification Zone, ADIZ) si intende un sistema di sicurezza volto a proteggere il territorio nazionale di un Paese. Gli aerei stranieri che entrano in tali zone sono tenuti a farsi identificare almeno un’ora prima della prevista entrata nello spazio aereo dello Stato in questione, e devono seguire precise istruzioni dettate dalle autorità di controllo. Gli aerei che dovessero sottrarsi a tale controllo si espongono a diverse sanzioni, come la possibilità di essere intercettati in volo ed essere costretti ad atterrare o, nei casi più estremi, di essere abbattuti. Questo tipo di controllo, tuttavia, è ritenuto illecito da molti esperti dal punto di vista del diritto internazionale, in quanto contrasta con il principio della libertà dello spazio atmosferico extraterritoriale; il controllo sugli aerei altrui è in linea teorica ammissibile solo in caso di legittima difesa per un pericolo imminente.

Per quanto riguarda il caso specifico della Corea del Sud, la zona, che prende il nome di KADIZ (Korea Air Defense Identification Zone) fu stabilita nel 1951, durante la Guerra di Corea, dalle forze aeree statunitensi, le quali volevano bloccare le truppe comuniste. L’8 dicembre 2013, in risposta alla creazione di una simile zona cinese che ha abbracciato anche territori contesi tra i due Stati, il governo sudcoreano ha espanso la propria, la quale oggi include anche le isole di Marado e Hongdo, e Ieodo, un’isola rocciosa sommersa situata in un’area economica di confine tra la Corea del Sud e la Cina.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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