Trump in visita a Londra: disaccordi sulla Brexit

Pubblicato il 13 luglio 2018 alle 14:01 in UK USA e Canada

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Il 12 luglio il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è volato da Bruxelles a Londra per incontrare, all’indomani del vertice NATO, il primo ministro britannico, Theresa May. Il tema più spinoso del meeting sono le conseguenze della Brexit sul possibile accordo commerciale tra i due Paesi. L’incontro bilaterale con la May non è l’unico evento sull’agenda di Trump che, nel corso dei prossimi quattro giorni incontrerà anche la regina Elisabetta II al Castello di Windsor. La visita si concluderà con un soggiorno in Scozia, dove incontrerà David Mundell, il Segretario di Stato scozzese, per poi recarsi in un golf resort, e trascorrere il resto della permanenza privatamente.

Riguardo agli accordi commerciali tra USA e Regno Unito la prospettiva sarebbe quella di concludere le trattative dopo l’uscita di Londra dall’Unione. A tal proposito, lo scorso venerdì 6 luglio, Theresa May ha raggiunto un’intesa con i suoi ministri circa le future negoziazioni con l’Unione Europea. Ciò è avvenuto presso la Chequers Court, luogo da cui il documento ha preso il nome. La decisione è stata quella di optare per una Brexit più “soft”, che vada verso ad un accordo che garantisca buone relazioni con i Paesi dell’Unione. Questa linea non è piaciuta a Trump che, in un’intervista al Sun del 12 luglio, ha affermato che una Brexit “leggera” renderebbe sconveniente per Washington un accordo commerciale con Londra. “Se loro fanno un accordo simile, noi lo faremo con l’Unione Europea, piuttosto che con il Regno Unito, quindi questo potrebbe uccidere il trattato”, ha dichiarato il capo della Casa Bianca durante l’intervista. In questo modo, Trump si è schierato con i sostenitori di un divorzio più netto tra Londra e Bruxelles, come Boris Johnson, che si è dimesso dalla sua carica di Segretario di Stato per gli Affari Esteri il 9 luglio, per dissenso sulla linea adottata dalla May e formalizzata negli accordi di Chequers. Trump, sempre durante l’intervista con il Sun, ha elogiato Johnson, affermando che sarebbe un ottimo Primo ministro.

Fin dal suo arrivo, Trump è stato accolto da migliaia di manifestanti che lo attendevano fuori dalla Winfield House e da Blenheim Palace, dove si è tenuta una cena di benvenuto in cui il presidente ha incornato i ministri inglesi e uomini d’affari. La folla di manifestanti era composta da gruppi religiosi, ambientalisti e femministi che si sono uniti nelle proteste anti-Trump. In un articolo del Guardian è riportato che proprio per questo motivo la gran parte degli incontri del presidente americano sono stati programmati fuori della capitale britannica. Il gesto più eclatante è stato l’enorme gonfiabile con le sembianze di un Trump-neonato, con uno smartphone in mano, che è stato fatto volare sul cielo di Londra. Il sindaco londinese, Sadiq Khan, aveva dato la propria autorizzazione all’inizio del mese di luglio, dopo che più di 10.000 persone avevano firmato una petizione. L’organizzatore di questo evento, Leo Murray, ha riferito alla CNN che il dirigibile è stato creato per parlare a Trump “in una lingua a lui conosciuta, ovvero gli insulti personali”.

 I dissensi non sono arrivati soltanto dal popolo, ma anche dal Parlamento, che aveva iniziato a protestare già dalle prime fasi dell’organizzazione della sua visita. Già il 6 febbraio 2017, il parlamentare Tim Farron, leader dei Liberaldemocratici si era espresso senza mezzi termini riguardo ad un’eventuale discorso di Trump all’interno del Parlamento britannico. Nel discorso, riportato da Business Insider, Bercow aveva ricordato che parlare in Parlamento era un onore riservato a pochi.

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di Redazione

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