Pakistan: due attentati mortali contro esponenti politici

Pubblicato il 13 luglio 2018 alle 21:00 in Asia Pakistan

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Due attentati hanno preso di mira due differenti raduni politici e hanno ucciso almeno 133 persone in Pakistan, nella giornata di venerdì 13 luglio, sollevando timori per l’aumento della violenza alla vigilia delle elezioni generali, previste per il 25 luglio.

Il primo attentato si è verificato nella città sud-occidentale di Dringarh, a circa 35 km a sud della capitale provinciale del Balochistan, Quetta. In tale assalto, un kamikaze si è fatto esplodere durante un raduno politico del Balochistan Awami Party (BAP), uccidendo almeno 114 persone. Almeno 70 cadaveri sono stati trasferiti nel principale ospedale civile di Quetta, ha riferito un funzionario dell’ospedale, Ali Mardan. Altri 12 corpi sono stati trasferiti nel Complesso medico di Bolan, ha dichiarato un altro operatore, Maula Baksh Siyal. Altri 2 corpi sono stati ricevuti all’Ospedale Militare Combinato, riferiscono altre fonti in loco. Nessun gruppo ha rivendicato la responsabilità dell’attacco. Il candidato del BAP, Siraj Raisani, era in corsa per l’elezione all’assemblea provinciale nel suo distretto di origine, Mastung, dove è avvenuto l’attacco. L’area è stata teatro di numerosi attacchi da parte del gruppo armato Lashkar-e-Jhangvi (LeJ), sebbene questi abbiano per lo più preso di mira i pellegrini musulmani sciiti, diretti verso l’Iran. 

Il secondo attentato ha colpito una manifestazione elettorale nella città nord-occidentale di Bannu, secondo quanto ha riferito la polizia locale, uccidendo almeno 4 persone e ferendone altre 19. L’esplosione è avvenuta poco dopo la conclusione di un raduno ospitato dal partito politico religioso Jamiat Ulema-e Islam (JUI-F). “La manifestazione si è svolta nella zona di Huwaid, e l’esplosione è avvenuta mentre le persone si stavano disperdendo”, ha riferito il funzionario. “Si è trattato di uno IED (ordigno esplosivo improvvisato) piantato in una moto e azionato tramite telecomando. Il raduno è stato ospitato dall’ex ministro provinciale, Akram Khan Durrani, un leader anziano della JUI-F, che sta concorrendo per un seggio nelle prossime elezioni in Pakistan. Durrani non è stato colpito dall’attacco, secondo quanto ha riferito la polizia.

Le elezioni pakistane stanno aumentando il clima di violenza nel Paese. Il 10 luglio, un attentato suicida avvenuto durante una manifestazione elettorale nella città nord-occidentale di Peshawar aveva ucciso almeno 20 persone, tra cui il noto politico locale Haroon Bilour. Inoltre, il 4 luglio il primo ministro pakistano, Nasir-ul-Mulk, aveva chiesto l’assistenza dell’esercito per assicurare una conduzione armoniosa e pacifica delle elezioni generali del 25 luglio. Infine, la Commissione Elettorale del Pakistan, il 31 maggio, aveva rilasciato il programma e il codice di condotta per le elezioni. Tale codice delinea prescrizioni e regolamenti per partiti politici, candidati e funzionari elettorali attraverso 6 categorie. Queste includono: condotta generale, campagna, pubblicità, riunioni e processioni, il giorno di votazione e altro. Tra queste norme, vi è la proibizione di esporre pubblicamente armi da fuoco, in occasione di incontri, processioni e generali attività pubbliche. Tale divieto rimarrà in vigore fino a 24 ore dopo il consolidamento dei risultati da parte della Commissione. Questa ha anche vietato ai partiti di tenere più di una riunione pubblica in un singolo collegio elettorale.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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