Marocco: nuovi equipaggiamenti militari dagli Stati Uniti

Pubblicato il 13 luglio 2018 alle 6:43 in Marocco USA e Canada

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In Marocco, una nuova partita di equipaggiamenti militari americani è sbarcata, mercoledì 11 luglio, nella base delle Forze armate Reali a Nouaceur, Casablanca. Secondo il quotidiano marocchino Al Massae, questa spedizione è prevista in una serie di nuovi accordi firmati tra il Regno e altri Paesi, “in particolare gli Stati Uniti”. Stando ai dati di un rapporto del 2018 pubblicato dall’Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma (SIPRI), gli USA rappresentano il principale fornitore militare del Marocco, con il 52% delle importazioni. Al Massae ha anche specificato che questa spedizione non sarà l’ultima, dal momento che l’ispettore generale delle Forze Armate Reali, Abdelfattah Louarak, ha firmato diversi contratti con società statunitensi specializzate nella produzione di armi. Gli accordi riguardano missili aria-aria, armi e aerei da combattimento. Il Marocco si aspetta nei prossimi giorni anche nuovi caccia F16.

L’accordo militare con gli Stati uniti è stato firmato da Louarak in occasione della sua visita nel Paese, all’inizio di aprile 2018, durante la quale ha co-presieduto la decima sessione annuale del Comitato consultivo sulla sicurezza USA-Marocco. La visita di Louarak è avvenuta in seguito alla fornitura, nel settembre 2017, di attrezzature pari a 115 milioni di dollari come sostegno militare al Marocco nell’ambito del programma di Articoli sull’eccesso di materiale militare (EDA). Questo piano prevede di trasferire l’equipaggiamento americano inutilizzato ai governi stranieri e alle organizzazioni internazionali per favorire l’ammodernamento militare delle forze alleate. Il sito Defense World aveva già pubblicato l’8 maggio un articolo nel quale specificava che il Dipartimento della Difesa americano aveva assegnato al gigante della tecnologia aerospaziale Northrop Grumman un fondo militare per fornire ai carri armati M1A2S del Marocco un nuovo sistema laser sicuro per gli occhi. Il Paese africano ha anche acquistato 220 carri armati del modello Abrams che sono stati appositamente rinnovati dagli Stati Uniti attraverso il programma EDA. Il sito Defence Industry Daily ha riferito che il Marocco si aspetta anche una nuova partita di missili anti-nave fabbricati negli Stati Uniti, tra cui AGM-158 JASSM, RGM e UGM.

Oltre agli Stati Uniti, un mercato interessante per il Marocco è la Russia. Il 5 luglio, il quotidiano Al Ousboue aveva reso noto che sarebbero 11 accordi militari che già collegano i due Paesi. La maggior parte risale all’ottobre 2017, quando i due governi hanno voluto avviare la cooperazione nei settori militare e della sicurezza. Oltretutto, la Russia è il principale fornitore di armi per la vicina Algeria, primo importatore di attrezzature militari in Africa con una spesa di 10 miliardi di dollari l’anno, secondo il rapporto del SIPRI.

Rabat e Washington intrattengono relazioni amichevoli dal 1905. Dal 1956, anno in cui gli USA riconobbero l’indipendenza del Paese nordafricano dalla Francia, Marocco e Stati Uniti hanno collaborato a stretto contatto per contrastare il terrorismo. In particolare, il governo americano assiste quello marocchino nel promuovere la sicurezza del Paese, prevenire atti di terrorismo e contrastare la diffusione dell’estremismo violento. Grazie a tale assistenza, come si legge nel Country report on Terrorism del 2016, il Marocco ha adottato una strategia molto complessa, che prevede misure di controllo, cooperazione regionale e interregionale, e politiche anti-radicalizzazione.

Il governo di Rabat ha dato la massima priorità alle politiche antiterrorismo a partire dal 2003, anno in cui si verificò una serie di attentati suicidi, tra cui quello del 16 maggio, in cui morirono 45 persone, inclusi 12 terroristi. Tali politiche, nel corso degli anni, sono state rafforzate, soprattutto in seguito ad altri tre attacchi minori nel marzo e nell’aprile 2007, e a un altro attentato avvenuto a Marrakech, il 28 aprile 2011, in cui l’esplosione di una bomba nascosta in una borsa causò la morte di 17 persone. Nel 2015, la legislazione è stata ampliata per affrontare la minaccia crescente dei foreign fighters, in modo da prevenire attacchi terroristici e contrastare le attività di reclutamento, in linea con la Risoluzione 2178 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, la quale chiedeva agli Stati di rafforzare le proprie legislazioni in materia di terrorismo. Le unità di polizia marocchine hanno compiuto raid mirati e ripetuti per smantellare cellule terroristiche all’interno del Paese, basandosi principalmente su fonti di intelligence, ricerche e collaborazioni con partner regionali e internazionali. Il punto di forza dell’approccio delle autorità di Rabat, come da loro specificato più volte, è la prevenzione della radicalizzazione e non una mera concentrazione sulle operazioni di sicurezza.

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Chiara Gentili

di Redazione

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