USA – Corea del Nord: il dialogo prosegue sul recupero dei soldati dispersi

Pubblicato il 12 luglio 2018 alle 6:05 in Corea del Nord USA e Canada

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La Corea del Nord potrebbe consentire agli Stati Uniti di riprendere la ricerca di migliaia di caduti americani della guerra di Corea del 1950-53, ma ci vorranno mesi prima che gli scavi possano iniziare e anni prima che vengano identificati i frammenti ossei dei soldati, ha riferito un alto funzionario americano.

“Ci vogliono da pochi mesi a, in molti casi, anni, prima di poter effettuare un’identificazione”, ha dichiarato in un’intervista Kelly McKeague, capo dell’agenzia statunitense che si occupa dei caduti americani su campi di battaglia stranieri. Tredici anni dopo il suo ultimo lavoro in Corea del Nord, l’agenzia potrebbe tornare ad operare nel territorio, a seguito dell’accordo tra il leader nord coreano, Kim Jong Un, e il presidente americano Donald Trump, avvenuto durante il vertice del 12 giugno. Il recupero e il rimpatrio dei resti dei soldati degli Stati Uniti potrebbe essere la conseguenza delle migliori relazioni tra i due Paesi.

A seguito del summit, Trump aveva dichiarato che Pyongyang aveva già “rimandato” negli Stati Uniti i resti di 200 soldati americani. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Reuters, McKeague ha affermato che non sono stati restituiti nuovi resti dopo i colloqui tra i due leader. “Non abbiamo ancora visto alcun dettaglio di questo impegno preso”, ha dichiarato McKeague. Il processo potrebbe avere un avvio quando i funzionari della Corea del Nord e delle Nazioni Unite si incontreranno giovedì 12 luglio, nella zona demilitarizzata (DMZ) che divide le Coree per discutere dei membri del servizio dispersi in azione (MIA). “Siamo fiduciosi che le discussioni del 12 luglio porteranno a ulteriori negoziati direttamente con i nordcoreani, con i quali possiamo effettivamente concordare una pianificazione dettagliata”, ha affermato McKeague.

Gli investigatori dell’agenzia statunitense che si occupa dei caduti americani in territori stranieri si trovano ad affrontare una stretta finestra meteorologica in Corea del Nord, dove il terreno è abbastanza morbido da essere scavato da metà marzo a fine settembre, e le piogge possono interrompere il lavoro a giugno e agosto. L’ultima volta che questi investigatori americani avevano messo piede negli Stati Uniti è stato tra il 1990 e il 1995. Utilizzando il test del DNA, hanno identificato 630 individui, di cui 330 sono stati identificati come soldati dispersi, ha dichiarato il dott. John Byrd, direttore delle analisi scientifiche dell’agenzia. Ogni persona identificata riceve un funerale militare con tutti gli onori.

Il Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, il 6 luglio, aveva affermato che sono stati fatti progressi “su quali tutte le tematiche principali” nelle trattative con la Corea del Nord, tra cui la decisione di una data limite per la denuclearizzazione della penisola coreana. Resta ancora del lavoro da fare, aveva però aggiunto Pompeo. Dopo un giorno e mezzo di negoziati a Pyongyang, Pompeo aveva riferito ai reporter che entrambe le parti sedute al tavolo hanno convenuto sulla decisione di tenere una nuova riunione il 12 luglio. Il tema di questa riunione sarebbe appunto stato il rimpatrio delle spoglie degli americani uccisi nella Guerra di Corea (1950-53), e l’approfondimento delle modalità previste per la distruzione dell’arsenale missilistico di una struttura nordcoreana. Pompeo aveva riferito di aver speso molto tempo a discutere circa il termine ultimo di scadenza della denuclearizzazione. “Penso che abbiamo fatto progressi in ogni elemento della nostra discussione”, aveva affermato. “Sono tematiche complesse, ma abbiamo fatto progressi su quasi ogni aspetto principale. Per alcuni aspetti il progresso registrato è notevole, per altri c’è ancora del lavoro da fare”.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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