Summit NATO: si discute ruolo dell’Alleanza in Afghanistan

Pubblicato il 12 luglio 2018 alle 19:01 in Afghanistan NATO

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È in corso a Bruxelles la seconda giornata del vertice della NATO. Giovedì 12 luglio, gli alleati accoglieranno i leader di alcuni partner, non membri dell’Alleanza, fra cui il presidente afghano, Ashraf Ghani, e il leader ucraino, Petro Poroshenko, per discutere, fra le altre cose, della questione afghana.

L’argomento è già stato introdotto l’11 luglio, quando la premier britannica, Theresa May, ha annunciato l’intenzione del Regno Unito inviare più truppe per la Resolute Support, la missione guidata dalla NATO in Afghanistan, lanciata l’1 gennaio 2015, a seguito del completamento della International Security Assistance Force (ISAF), alla fine del 2014, e rinnovata in occasione del vertice NATO di Varsavia nel 2016. La Resolute Support è una missione che non prevede combattimenti e che opera con 16.000 membri provenienti dagli Stati membri della NATO per fornire formazione, consulenza e assistenza alle forze di sicurezza e istituzioni afghane.

“Incrementeremo il personale della missione NATO in Afghanistan Resolute Support di 440 unità”, ha dichiarato il primo ministro britannico, sottolineando che tale intenzione dimostra che “quando la NATO chiama, il Regno Unito è uno dei primi a rispondere”. Affermazione, questa, che arriva in seguito al richiamo subito dagli Europei dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che, l’11 luglio, ha richiesto agli alleati di aumentare la spesa destinata alla difesa fino al 4% del loro PIL. A quella richiesta, Theresa May ha risposto che “naturalmente, si può e si dovrebbe fare di più in termini di spesa per la difesa”, ma i funzionari britannici non hanno appoggiato il leader della Casa Bianca in merito al raddoppio delle spese per la difesa da parte del Regno Unito.

Con riferimento all’Afghanistan, Washington ha rinnovato il suo approccio militare nell’agosto 2017 per incrementare gli attacchi aerei diretti a costringere i talebani al tavolo negoziale con il governo afghano. Secondo quanto riferito a Reuters da alcuni funzionari americani, Washington starebbe elaborando una nuova revisione della strategia statunitense, un anno dopo la decisone dell’amministrazione Trump, inizialmente contrario, di approfondire il coinvolgimento in un intervento che dura, ormai, da 17 anni. Il presidente americano, pertanto, ha autorizzato lo spiegamento di altri 3.000 soldati, portando il totale a circa 15.000.

Anche il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha concordato sulla necessità che gli alleati finanzino le forze di sicurezza afghane fino al 2024. L’entità di tale finanziamento raggiunge, in media, 1 miliardo di dollari all’anno ma Stoltenberg ha sottolineato che si aspetta che tale livello sia raggiunto.

Oltre alla missione NATO Resolute Support, in Afghanistan è attiva l’Operazione Freedom’s Sentinel, missione americana che opera nel Paese asiatico in coordinazione con la Resolute Support, facente parte, invece, della missione permanente della NATO in Afghanistan. La Freedom’s Sentinel è stata lanciata, sotto l’amministrazione Obama, l’1 gennaio 2015, quando gli Stati Uniti hanno concluso 13 anni di operazioni militari in Afghanistan sotto l’Operazione Enduring Freedom. L’Operazione Freedom’s Sentinel è stata lanciata su invito del governo afghano e con il sostegno del popolo afghano per mantenere una limitata presenza militare americana sul territorio, allo scopo di preservare i progressi conseguiti nel Paese. Duplice l’obiettivo dell’Operazione: portare avanti l’attività di addestramento, consulenza e assistenza alle forze afghane, e l’attività di antiterrorismo contro ciò che restava di Al Qaeda.

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Roberta Costanzo

di Redazione

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