Summit NATO: proteggeremo il confine meridionale della Turchia

Pubblicato il 12 luglio 2018 alle 16:02 in NATO Turchia

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La NATO ha promesso di proteggere la Turchia dalle minacce provenienti dal suo confine meridionale. È uno dei risultati che emerge dal summit dell’Alleanza, iniziato a Bruxelles, mercoledì 11 luglio, a cui ha partecipato anche il presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan. La dichiarazione finale del summit ribadisce l’impegno dell’Alleanza a cooperare con Ankara contro il terrorismo e afferma che le specifiche misure di garanzia per la Turchia, che verranno predisposte per rispondere alle crescenti sfide alla sicurezza provenienti dal sud, contribuiranno alla sicurezza dell’Alleanza nel complesso e saranno pienamente attuate.

Con riferimento alla Siria, la dichiarazione riferisce che l’arsenale di missili balistici a corto raggio del Paese mediorientale mette a rischio anche il territorio dell’Alleanza e di alcuni suoi partner. La NATO continua a guardare con preoccupazione al fatto che la Turchia sia stata colpita tre volte da missili lanciati dalla Siria negli ultimi 4 anni. Ecco perché, afferma la dichiarazione, l’Alleanza continua a “monitorare e valutare la minaccia dei missili balistici dalla Siria”. Lo sviluppo e il dispiegamento del sistema di difesa dell’Alleanza, spiega la dichiarazione, è stato e continua ad essere rivolto anche contro minacce provenienti dall’esterno dell’area euroatlantica, come i missili balistici che proliferano in prossimità del confine sudorientale della NATO.

A Bruxelles, Erdoğan ha preso parte per la prima volta ad un vertice dell’Alleanza dall’inizio del suo secondo mandato presidenziale, nell’ambito del nuovo sistema presidenziale esecutivo, deciso in occasione del referendum costituzionale turco del 16 aprile 2017. Il presidente turco, che è giunto in Belgio accompagnato dal ministro degli Esteri, Mevlüt Çavuşoğlu, e dal nuovo ministro della Difesa, Hulusi Akar, ha incontrato a margine del vertice la cancelliera tedesca, Angela Merkel, nella serata dell’11 luglio, mentre l’incontro previsto con la premier britannica, Theresa May, è stato annullato. Il presidente turco, tuttavia, ha avuto un colloquio con Donald Trump. Il 12 luglio, Erdoğan incontrerà il primo ministro italiano, Giuseppe Conte, il presidente francese, Emmanuel Macron, il presidente ucraino, Petro Poroshenko, il presidente bulgaro, Rumen Radev, il presidente afghano, Ashraf Ghani, e il primo ministro greco, Alexis Tsipras.

La partecipazione al summit del presidente della Turchia, membro dell’Alleanza dal 1952, arriva, peraltro, in un momento in cui i rapporti fra Ankara e Mosca si sono rafforzati, politicamente ed economicamente. In particolare, l’acquisto da parte della Turchia dei sistemi missilistici russi S-400 ha suscitato preoccupazione nella NATO, che ritiene, peraltro, che i sistemi russi possano compromettere i propri. Gli alleati, inoltre, hanno espresso preoccupazione per la condotta russa, che, secondo la NATO, mette a repentaglio la stabilità e la sicurezza.

L’Alleanza, inoltre, ha invitato ufficialmente la Macedonia ad avviare i colloqui di adesione con la NATO, ricordando, tuttavia, che il processo di adesione non potrà essere completato fino a quando non sarà risolta definitivamente la questione del nome. Il 17 giugno, la Macedonia e la Grecia hanno firmato un accordo, in base al quale la Macedonia ha acconsentito a cambiare il nome in Macedonia del Nord, ottenendo in cambio dalla Grecia lo sforzo per agevolare l’ingresso di Skopje nella NATO e nell’Unione Europea che, da parte sua, esce dal primo giorno di summit con il richiamo di Washington in merito alla condivisione degli oneri finanziari dell’Alleanza. Non solo Trump ha chiesto agli alleati di destinare alla difesa il 25% del loro PIL, come concordato in occasione del vertice del Galles del 2014, ma ha anche avanzato la richiesta di aumentare la spesa per la difesa, fino a raggiungere il 4% del PIL.

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Roberta Costanzo

di Redazione

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