Israele: Netanyahu incontra Putin a Mosca

Pubblicato il 12 luglio 2018 alle 10:07 in Israele Russia

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Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, l’11 luglio, ha incontrato il presidente russo, Vladimir Putin, a Mosca. In tale occasione, i leader hanno discusso circa la presenza iraniana in Siria, una questione che dovrebbe essere anche in cima all’agenda del vertice USA-Russia del 16 luglio. Netanyahu ha dichiarato che non intende minacciare il presidente siriano Bashar al-Assad e ha chiesto a Mosca di collaborare alla rimozione delle forze iraniane in Siria.

Secondo quanto riporta Middle East Eye, la Russia sta già lavorando per allontanare l’Iran dalle aree siriane nei pressi delle alture del Golan occupate da Israele, proponendo una distanza obbligata di 80 km dallo Stato Ebraico. Tuttavia, tale proposta non è stata sufficiente per Israele che aspira ad un ritiro completo ed immediato. Durante l’incontro, Netanyahu ha sottolineato la presenza di buoni rapporti tra il proprio Paese e la Russia, enfatizzando l’importanza di Mosca nella stabilizzazione della regione mediorientale. “Ogni visita come questa è per noi un’opportunità di agire insieme, cercare di stabilizzare la situazione nella nostra regione e aumentare sicurezza. Ovviamente, occorre concentrarsi su Siria e Iran. La nostra posizione è nota: l’Iran deve lasciare la Siria” ha dichiarato il premier israeliano al Cremlino.

Sia gli Stati Uniti, sia lo Stato Ebraico sono preoccupati per la crescente presenza militare iraniana in Siria, dal momento che il Paese mediorientale fornisce un aiuto cruciale alle forze del presidente Assad. La Russia, tuttavia, in qualità di altro alleato chiave del regime siriano, ha avvertito che non sarebbe realistico aspettare un ritiro completo dell’Iran. Secondo quanto riporta al-Arabiya English, in occasione dell’incontro tra Trump e Putin a Helsinki, lunedì 16 luglio, i leader potrebbero raggiungere un accordo che preveda lo schieramento di alcune forze del governo siriano lungo la frontiera con Israele e il ritiro dei contingenti iraniani e di Hezbollah dalle zone nei pressi delle alture del Golan.

Nella giornata di mercoledì 11 luglio, un drone è penetrato dal territorio siriano in Israele. Il dispositivo è stato abbattuto. Netanyahu ha sottolineato al Cremlino che impedirà qualsiasi tentativo di violare il confine aereo o terrestre di Israele. Secondo quanto riporta il quotidiano israeliano Haaretz, in risposta a tale offensiva, le forze aeree dello Stato Ebraico hanno attaccato 3 posizioni militari di Hezbollah nella provincia siriana di Quneitra, mercoledì notte.

In passato Mosca ha chiuso un occhio sugli attacchi israeliani contro obiettivi iraniani o Hezbollah in Siria, rendendo però chiaro che la Russia non è disposta a mettere in pericolo il regime di Assad. In risposta, Israele ha segnalato di essere aperto ad eventuali legami con il governo siriano. Tale apertura rappresenta altresì un tacito riconoscimento del fatto che il presidente siriano sta riacquistando potere mentre sconfigge i ribelli del Paese. Alla luce di ciò, è tuttavia importante evidenziare come gli interessi della Russia non convergano costantemente con quelli dell’Iran e della Siria. Non a caso, Mosca intrattiene relazioni positive con Israele e ha dimostrato più volte ad essere pronta a tener conto degli interessi del Paese in materia di sicurezza.

Sotto il dominio di Assad, la Siria ha tenuto negoziati diretti con Israele negli Stati Uniti nel gennaio del 2000 e colloqui indiretti mediati dalla Turchia nel maggio 2008. Il governo di Netanyahu ha ribadito che non cederà il Golan e farà pressioni per il riconoscimento statunitense della sovranità israeliana nella zona. Le alture del Golan sono state occupate da Israele nel 1967 e annesse illegalmente nel 1981. L’accordo concluso il 31 maggio 1974 stabilisce un’area demilitarizzata lungo la frontiera tra Siria e Israele e limita significativamente il numero di forze che ciascuna parte può schierare entro 25 km dalla zona.

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Alice Bellante

di abellante

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