Cina – Australia: peggiorano le relazioni diplomatiche

Pubblicato il 12 luglio 2018 alle 20:30 in Australia Cina

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Un portavoce del Senato australiano ha riferito che agli stranieri sarà vietato di lavorare come stagisti per i parlamentari locali, a seguito dello scandalo del tirocinante neozelandese che aveva legami con una scuola di spionaggio cinese.

Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Reuters, tale riforma sarebbe mirata a contrastare l’influenza della Cina in Australia. Il programma di tirocinio offriva a molti giovani stranieri l’opportunità di lavorare per un legislatore federale australiano per un periodo di tre mesi e era stato aperto a tutte le nazionalità, a condizione che il richiedente non avesse precedenti penali. “Gli stage presso il Parlamento sono riservati ai cittadini australiani”, ha dichiarato un portavoce del senatore Scott Ryan, presidente del Senato, che ha supervisionato la riforma in questione. Il portavoce ha rifiutato di commentare ciò che ha provocato la modifica o se questa è stata attuata per arrestare l’influenza cinese in Australia.

Il 5 dicembre 2017, il primo ministro australiano, Malcolm Turnbull, aveva accusato la Cina di intromettersi negli affari interni. Da parte sua, la Cina aveva negato l’accusa, ma tali avvenimenti hanno portato a un’aumento della tensione nei rapporti tra Pechino e Sidney, due importanti partner commerciali. In tale occasione, il quotidiano Financial Times aveva riportato che un cittadino neozelandese, che aveva svolto un tirocinio presso una commissione parlamentare australiana, aveva legami con una scuola di spionaggio militare cinese.

Tale scoperta ha portato a una revisione del sistema di selezione interno. Molti studenti cinesi avevano preso parte al programma e molti di questi hanno lavorato come stagisti nel corso degli anni. Una portavoce della Australian National University (ANU), dalla quale provengono molti stagisti, ha dichiarato di essere stata informata del cambiamento della regola di ammissibilità alla fine dell’anno scorso. Il cambiamento è stato reso pubblico solo alcuni mesi più tardi, quando l’ANU ha modificato le regole pubblicate sul suo sito web.

Il mese scorso, l’Australia ha approvato una legislazione destinata a prevenire le interferenze dei governi stranieri, una riforma che Turnbull ha definito come necessaria per combattere l’ingerenza cinese. Secondo la legge, i lobbisti di Paesi stranieri saranno tenuti a registrarsi e saranno perseguibili penalmente se si ritiene che interferiscano negli affari interni dell’Australia.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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